Un'impalcatura che cede durante il trasporto di pesanti sacchi di cemento, due operai che precipitano e, nei mesi successivi, una serie di versioni che secondo gli inquirenti sarebbero state costruite per nascondere quanto realmente accaduto. È la vicenda sulla quale la Procura di Genova ha chiuso le indagini, iscrivendo nel registro degli indagati otto persone.
Sette operai sono accusati di favoreggiamento per aver tentato, secondo l'ipotesi investigativa, di sviare gli accertamenti sull'incidente avvenuto in un cantiere di Rapallo nel settembre del 2024. Il datore di lavoro deve invece rispondere di lesioni gravi aggravate dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Al centro dell'inchiesta c'è la caduta di due muratori da un ponteggio montato intorno a un edificio nel quale erano in corso lavori per il rifacimento dei terrazzi. Uno dei due riportò conseguenze particolarmente serie, con la frattura di una vertebra e una convalescenza durata più di cinque mesi.
Il cedimento mentre trasportavano il cemento
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i lavoratori erano impegnati sull'impalcatura e stavano movimentando pesanti sacchi di cemento quando una delle assi avrebbe improvvisamente ceduto.
Due muratori precipitarono. Uno di loro, quello che successivamente sarebbe risultato ferito in maniera più grave, inizialmente rifiutò le cure del personale sanitario del 118 intervenuto sul posto. Tornato a casa, però, le sue condizioni lo spinsero a farsi accompagnare in ospedale.
Gli accertamenti sanitari evidenziarono la frattura di una vertebra e diverse contusioni. Le conseguenze dell'infortunio lo costrinsero a una convalescenza superiore ai cinque mesi.
L'episodio fece scattare gli accertamenti coordinati dalla pm Daniela Pischetola, che affidò agli ispettori dell'Asl il compito di ricostruire la dinamica e verificare le condizioni di sicurezza presenti nel cantiere.
Le versioni che non convincevano gli investigatori
È proprio durante questa fase che l'inchiesta avrebbe assunto una seconda direzione. Sentiti dagli investigatori, diversi lavoratori avrebbero fornito ricostruzioni risultate incompatibili con gli elementi raccolti.
Secondo l'accusa, qualcuno avrebbe sostenuto di non essere presente nel cantiere al momento dell'incidente. Altri avrebbero indicato come responsabile del montaggio del ponteggio una ditta che, dagli accertamenti, sarebbe risultata inesistente.
Anche l'altezza della caduta sarebbe stata ridimensionata nei racconti. Alcuni avrebbero parlato di un volo da un solo piano, mentre la ricostruzione degli investigatori collocherebbe la caduta da un'altezza corrispondente a tre piani.
Tra le persone finite sotto indagine per favoreggiamento figura anche il secondo operaio precipitato insieme al collega rimasto gravemente ferito.
Per la Procura di Genova, quelle dichiarazioni non sarebbero state semplici imprecisioni o ricordi differenti dello stesso episodio, ma avrebbero avuto lo scopo di ostacolare la ricostruzione dell'infortunio e delle eventuali responsabilità.
Sotto esame anche la sicurezza del cantiere
Parallelamente alle dichiarazioni dei lavoratori, gli accertamenti si sono concentrati sulle condizioni dell'impalcatura e sul rispetto delle misure previste per tutelare gli operai.
La posizione del datore di lavoro è distinta da quella dei sette colleghi. L'accusa contestata è quella di lesioni gravi aggravate dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Sarà l'eventuale prosecuzione del procedimento a stabilire se le condizioni del ponteggio, l'organizzazione delle lavorazioni e le misure di prevenzione adottate abbiano avuto un ruolo nella caduta.
Il tema della sicurezza nei cantieri rimane particolarmente delicato anche nel territorio genovese. Negli ultimi anni la magistratura e gli ispettori dell'Asl 3 sono intervenuti su numerosi incidenti legati a cadute dall'alto e all'utilizzo di ponteggi, impalcature e altre strutture provvisorie. In precedenti indagini sono emerse irregolarità riguardanti sistemi di protezione, materiali utilizzati e modalità di organizzazione del lavoro.
La Procura chiude le indagini
Nei giorni scorsi sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Complessivamente gli indagati sono otto, assistiti dagli avvocati Mario Iavicoli, Paolo Nunzi, Ruggero Navarra, Chiara Narizzano, Leonardo Nicotra, Danilo Noli, Silvia Napoli ed Eva Pastene.
La chiusura delle indagini non equivale a una dichiarazione di colpevolezza. Gli indagati avranno ora la possibilità di chiedere di essere interrogati o di presentare memorie e documentazione difensiva.
Conclusa questa fase, la Procura di Genova dovrà valutare se chiedere il rinvio a giudizio oppure assumere altre determinazioni sulle singole posizioni.
L'inchiesta dovrà quindi chiarire due aspetti della stessa vicenda: da una parte le eventuali responsabilità relative alla sicurezza del cantiere e alla caduta dei due muratori, dall'altra le dichiarazioni rese successivamente dai colleghi. Dichiarazioni che, secondo l'accusa, avrebbero cercato di trasformare la ricostruzione di un grave infortunio sul lavoro in una storia diversa da quella realmente avvenuta.