È cominciato come un intervento di salvataggio e si è trasformato in pochi minuti in una doppia tragedia. Fabrizio Valente, assistente ai bagnanti di 62 anni, e Luigi Fasano, turista cuneese di 66, sono morti martedì mattina nelle acque di Andora, sulla Riviera ligure di Ponente, mentre il bagnino tentava di riportare a riva l'uomo in difficoltà.

L'allarme è scattato intorno alle 10.40 davanti alla spiaggia della Fondazione Sacra Famiglia, nella zona della Marina. Fasano si trovava in mare insieme alla moglie quando entrambi hanno cominciato ad avere difficoltà tra le onde. Valente si è tuffato immediatamente e, con un primo intervento, è riuscito a raggiungere la donna e a riportarla sulla battigia. Lei si è salvata.

Il secondo tuffo e la tragedia

In acqua, però, era rimasto Luigi Fasano. Valente non ha esitato ed è tornato in mare per tentare un secondo soccorso. È stato in quel momento che la situazione è precipitata. Il bagnino, già provato dallo sforzo sostenuto per mettere in sicurezza la donna, si è trovato a sua volta in difficoltà e non è più riuscito a raggiungere la riva insieme al turista.

Quando i due uomini sono stati recuperati sono iniziate le manovre di rianimazione. Sul posto sono intervenuti il personale sanitario, la Croce Bianca, il 118, la Guardia Costiera e gli uomini della Capitaneria di porto, con il supporto della Polizia locale. I soccorritori hanno tentato a lungo di salvarli, ma per entrambi non c'è stato nulla da fare.

La morte dei due uomini si è consumata davanti a una spiaggia affollata nel pieno della stagione estiva. La donna soccorsa da Valente è invece riuscita a tornare a terra viva, mentre sulla battigia si metteva in moto la macchina dell'emergenza.

L'ipotesi del malore

La dinamica esatta deve ancora essere ricostruita. Una delle ipotesi al vaglio è che Fabrizio Valente possa aver accusato un malore dopo il primo salvataggio, quando è tornato in acqua per raggiungere Fasano. Lo sforzo, la fatica e le condizioni del mare potrebbero aver avuto un ruolo decisivo, ma saranno gli accertamenti a stabilire con precisione che cosa sia accaduto.

Valente era un assistente ai bagnanti esperto e conosciuto nel Savonese. Per anni aveva lavorato anche ai Bagni Torino di Savona e conosceva bene il mare e le emergenze che possono verificarsi lungo il litorale. Martedì mattina ha reagito d'istinto quando ha visto la coppia in pericolo: prima ha portato a termine un salvataggio, poi è tornato in acqua per non lasciare solo il secondo bagnante.

Gli accertamenti medico-legali dovranno chiarire anche se il decesso del 62enne sia stato provocato da un malore improvviso oppure se il bagnino sia stato sopraffatto dalle onde mentre tentava di completare il soccorso. La Capitaneria di porto sta raccogliendo gli elementi necessari per ricostruire ogni passaggio di quei minuti.

Un bilancio pesante sulle coste liguri

La tragedia di Andora arriva dopo altri due incidenti mortali avvenuti in pochi giorni lungo la costa ligure. Venerdì 21 agosto era morto a San Lorenzo al Mare, nell'Imperiese, Paolo Allasia, designer piemontese di 48 anni. Si era spinto in acqua per aiutare alcuni ragazzi, tra i quali i figli, in difficoltà con il mare mosso e aveva poi accusato un malore.

Il giorno successivo, sabato 22 agosto, Francesco Lepore, turista salernitano di 51 anni, aveva perso la vita a Punta Chiappa, nel territorio di Camogli. Secondo la ricostruzione raccolta dagli investigatori, l'uomo si era lanciato dalla scogliera e aveva colpito violentemente uno scoglio durante il tuffo. Inutili anche in quel caso i soccorsi e l'intervento dell'elicottero dei Vigili del Fuoco.

Con le due vittime di Andora, sono dunque almeno quattro i decessi registrati in tre distinti episodi sulle coste liguri nell'arco di cinque giorni. Una sequenza drammatica che accompagna gli ultimi giorni di agosto e che riporta in primo piano i rischi legati al mare, soprattutto quando le condizioni meteomarine diventano difficili.