Russia e Ucraina stanno lavorando a un nuovo e «abbastanza ampio» scambio di prigionieri di guerra. L'annuncio arriva da Yana Lantratova, commissaria russa per i diritti umani, secondo la quale le parti sono già impegnate nella definizione delle persone che potrebbero essere coinvolte nella prossima operazione.

«Ci stiamo preparando per un altro scambio piuttosto consistente, con le liste in fase di accordo», ha dichiarato Lantratova all'agenzia Tass. Al momento non è stato comunicato il numero dei militari destinati a rientrare né è stata indicata una data precisa, ma i contatti tra le due parti confermano la prosecuzione di uno dei pochi canali di cooperazione rimasti aperti dopo oltre quattro anni di guerra.

Un nuovo scambio dopo quello del 19 agosto

L'annuncio arriva a una settimana dall'ultima operazione conclusa tra Mosca e Kiev. Il 19 agosto i due Paesi hanno liberato 103 prigionieri di guerra ciascuno, in uno scambio avvenuto con la mediazione degli Emirati Arabi Uniti.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva confermato il ritorno di militari appartenenti alle Forze armate, alla Guardia nazionale e al Servizio di frontiera. Sul fronte russo, i soldati liberati erano stati trasferiti inizialmente in Bielorussia per ricevere assistenza medica e psicologica prima del rientro in patria.

Già dopo quell'operazione il capo dell'intelligence militare ucraina Oleh Ivashchenko aveva anticipato la possibilità di un ulteriore scambio entro la fine di agosto. Le dichiarazioni di Lantratova sembrano ora confermare che le trattative tecniche sono entrate in una fase avanzata.

Il confronto tra i due garanti dei diritti umani

La preparazione degli scambi si intreccia con il dialogo tra Lantratova e il commissario ucraino per i diritti umani Dmytro Lubinets. Durante i recenti incontri le due delegazioni hanno affrontato anche la ricerca dei dispersi, le condizioni di detenzione dei prigionieri e lo scambio di lettere tra i militari detenuti e le loro famiglie.

La parte russa ha inoltre comunicato di avere verificato la posizione di 79 militari ucraini precedentemente considerati dispersi. Lubinets ha chiesto che nei prossimi scambi venga data priorità ai feriti e ha rilanciato la necessità di rafforzare i meccanismi di controllo sulle condizioni dei prigionieri.

Resta aperto anche il dossier dei civili detenuti, uno dei punti più delicati del confronto umanitario tra i due Paesi.

Il canale umanitario resta aperto

Gli scambi di prigionieri continuano così a rappresentare un terreno concreto di interlocuzione tra Russia e Ucraina, mentre il negoziato politico sulla fine del conflitto rimane segnato da profonde divergenze.

Le operazioni realizzate negli ultimi mesi, spesso con la mediazione di Paesi terzi, hanno consentito il ritorno di centinaia di militari. Il nuovo scambio annunciato da Mosca potrebbe avvenire già nei prossimi giorni, ma la composizione definitiva delle liste resta oggetto di trattativa.

La possibilità di mantenere attivo questo canale assume un peso particolare anche per le migliaia di famiglie che continuano ad attendere informazioni sui propri congiunti, tra prigionieri, dispersi e persone detenute dall'altra parte del fronte.