Una violenta ondata di maltempo ha investito il confine tra Nepal e Tibet, provocando morti, dispersi e danni estesi a villaggi, strade e infrastrutture. Il bilancio è ancora provvisorio e potrebbe aggravarsi mentre le squadre di soccorso cercano di raggiungere alcune delle località isolate.

Sul versante nepalese le autorità hanno confermato almeno otto vittime. Le aree maggiormente colpite sono quelle di Syapru Besi e Timure, nel distretto montano di Rasuwa, lungo il corso del Bhote Koshi. La piena improvvisa ha investito insediamenti e infrastrutture, trascinando con sé tutto ciò che incontrava lungo il fondovalle.

La situazione è grave anche oltre il confine. Nella contea tibetana di Gyirong, nella regione di Shigatse, una grande colata di fango ha colpito l'area del valico tra Cina e Nepal. Le autorità cinesi parlano di gravi perdite e persone disperse, senza avere ancora comunicato un bilancio definitivo.

Villaggi travolti nel distretto di Rasuwa

In Nepal l'acqua ha raggiunto con particolare violenza Timure e Syapru Besi. Le testimonianze raccolte sul posto parlano di insediamenti investiti dalla piena e di pesanti danni alle infrastrutture.

Il governo nepalese ha mobilitato esercito, polizia e unità specializzate nella gestione delle emergenze. Due elicotteri dell'esercito con squadre mediche sono stati inviati nell'area per partecipare alle operazioni di ricerca e soccorso.

La forza dell'acqua ha però reso particolarmente difficili gli interventi. Le autorità hanno invitato gli abitanti delle zone più esposte ad abbandonare le rive dei corsi d'acqua e a raggiungere aree più elevate.

L'allarme riguarda anche i territori a valle. La piena del Bhote Koshi si riversa infatti nel sistema del Trishuli, e sono state diramate indicazioni di massima prudenza per le comunità situate lungo il corso del fiume.

Danni alle centrali idroelettriche

L'emergenza non riguarda soltanto abitazioni e collegamenti. La piena ha investito anche impianti idroelettrici, con conseguenze rilevanti sulla produzione energetica del Nepal.

Secondo le prime valutazioni del ministero dell'Energia nepalese, gli impianti danneggiati avrebbero una capacità complessiva di circa 430 megawatt, una quota superiore al 12 per cento della capacità di generazione del Paese.

Strade, ponti e strutture delle forze di sicurezza risultano danneggiati in diversi punti. Nel distretto di Rasuwa sono state segnalate conseguenze anche per presidi della polizia a Timure, Syapru Besi e Rasuwagadhi.

Il quadro resta in evoluzione e le autorità stanno ancora cercando di stabilire l'estensione effettiva delle distruzioni nelle località rimaste difficili da raggiungere.

Frana al valico di Gyirong

Sul versante cinese, l'agenzia ufficiale Xinhua ha riferito di una grave colata di fango nella contea di Gyirong, in Tibet. L'evento ha interessato l'area del valico con il Nepal, uno dei principali punti di collegamento terrestre attraverso l'Himalaya.

Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di concentrare ogni sforzo nella ricerca dei dispersi, nell'assistenza ai feriti e nell'evacuazione delle persone ancora esposte al pericolo.

Xi ha inoltre chiesto di rafforzare il monitoraggio e i sistemi di allerta per scongiurare ulteriori vittime in caso di nuovi fenomeni franosi o alluvionali. Anche il premier Li Qiang ha sollecitato una rapida verifica del numero delle persone coinvolte e il coordinamento con i Paesi interessati.

Le operazioni di soccorso sono state affidate anche a una squadra guidata dal vicepremier Zhang Guoqing, inviata nella regione per coordinare gli interventi.

Un confine fragile davanti agli eventi estremi

La regione himalayana tra Tibet e Nepal è particolarmente vulnerabile alle piene improvvise. La combinazione tra piogge intense, versanti ripidi, ghiacciai e laghi di alta quota può trasformare rapidamente un aumento della portata dei corsi d'acqua in un evento distruttivo.

Un'alluvione nella stessa area aveva già provocato vittime e dispersi nel 2025, oltre alla distruzione di infrastrutture strategiche lungo il confine.

Per l'evento di oggi le autorità stanno ancora lavorando per stabilire con precisione la dinamica. Il primo obiettivo resta raggiungere le comunità isolate e ricostruire un bilancio attendibile delle vittime e dei dispersi su entrambi i versanti della frontiera.