Tre giorni interi trascorsi sul pavimento di un aeroporto greco, provando disperatamente a rientrare a casa senza riuscirci. È l'incubo vissuto da dieci giovani napoletani e da centinaia di altri passeggeri travolti dall'ondata di disservizi aerei che, in piena alta stagione, sta paralizzando i rientri dalle vacanze.
Il rientro in Italia si è trasformato in un vero e proprio calvario per decine di viaggiatori campani. Protagonisti loro malgrado di un'odissea infinita sono stati i passeggeri del volo Wizz Air W4 6094 da Mykonos a Roma Fiumicino del 24 agosto. La comitiva riferisce di lunghe ore di tensione inaccettabili: Hanno dormito a terra la prima notte, sui teli da mare. Poi la seconda in albergo. Dopo più di quattro ore di attesa li hanno bloccati mentre stavano per salire sull'aereo, qualcuno ha pure cominciato ad urlare e non sono mancati momenti di tensione.
La replica della compagnia aerea ungherese non si è fatta attendere: «Ritardi operativi dovuti all’alta stagione hanno fatto slittare la partenza. Ma uno dei membri dell’equipaggio è purtroppo risultato impossibilitato a proseguire il servizio. Nel rispetto delle rigorose norme di sicurezza, ciò ha comportato l’impossibilità di accogliere a bordo 39 passeggeri», si legge nella nota ufficiale. Wizz Air ha inoltre assicurato che le spese di alloggio e cibo sono state sostenute e che il resto verrà rimborsato.
Il bollettino di guerra dei cieli: da Bruxelles a Kos
Quello di Mykonos è solo l'ultimo capitolo di una settimana nera per i cieli europei. Martedì mattina, un volo Delta diretto a New York è stato cancellato dopo tre ore di attesa a bordo senza che il velivolo riuscisse a decollare. Paura ad alta quota, invece, sul volo Ryanair FR1302 in partenza da Bruxelles Charleroi e diretto a Napoli: a causa di una presunta fuoriuscita di carburante da un'ala registrata subito dopo il decollo, il pilota ha dovuto interrompere il volo e rientrare d'emergenza in Belgio, lasciando i passeggeri a terra.
Simile disavventura per 150 turisti di ritorno da Kos a Napoli, bloccati all'improvviso per la cancellazione del volo EasyJet. Molti passeggeri hanno dovuto anticipare ingenti somme di denaro per trovare una sistemazione autonoma. Una situazione analoga ha colpito duecentocinquanta passeggeri del volo EasyJet U2 4170 da Mykonos, cancellato a sole sei ore dalla partenza.
Il "caso Skiathos" e l'intervento del comandante
Nelle stesse ore è diventato virale sul web il video girato all'aeroporto di Skiathos, dove il comandante di un volo EasyJet ha preso una decisione drastica ma necessaria per garantire la sicurezza: sbarcare tutti i bagagli per consentire il decollo nonostante i forti venti e la pista ridotta. Di fronte alle proteste dei passeggeri, la risposta del pilota è stata ferma: «Il comandante sono io e decido io, per la sicurezza di tutti dobbiamo sbarcare i bagagli». Un intervento che ha spaccato i viaggiatori ma si è chiuso con un applauso liberatorio. La compagnia ha confermato che la misura era d'obbligo a causa delle limitazioni di peso legate alle avverse condizioni meteo.
Cosa fare in questi casi? I consigli dell'esperto
Sulla scia delle numerose segnalazioni, la vicenda è monitorata dal consulente onorario sull'isola di Mykonos, Gianpaolo Sinno, e dall'avvocato Gennaro Caiazzo, noto per la sua associazione “L’avvocato viaggiatore”, attiva nella tutela dei diritti turistici.
Voli cancellati: i diritti dei passeggeri
Conservare ogni ricevuta: scontrini e fatture di hotel, taxi, pasti e nuovi biglietti sono fondamentali per ottenere il rimborso integrale. Compensazione pecuniaria: spetta di diritto un indennizzo fino a 250 euro (e oltre, a seconda della tratta), a meno che la cancellazione non sia imputabile a circostanze eccezionali e imprevedibili. Assistenza obbligatoria: le compagnie devono garantire pasti, bevande e sistemazione alberghiera durante l'attesa dei voli di riprotezione. Per centinaia di vacanzieri campani, purtroppo, il rientro a casa resterà associato a un'esperienza da dimenticare in fretta, tra disagi logistici, costi imprevisti e lunghe ore di attesa sui pavimenti degli scali internazionali.