Ad Ariano Irpino il piccolo festival della creatività, dell’arte e dell’arteterapia nasce dall’esperienza dell’Associazione Culturale Miscellanea D:N:A e da un gruppo di adolescenti cresciuto spontaneamente durante l’inverno. Il 28 e 29 agosto Casa Vela diventa un viaggio creativo attraverso l’Europa.
Ci sono progetti che nascono intorno a un tavolo e altri che cominciano quasi senza che nessuno se ne accorga.
“In corso d’opera - Piccolo festival della creatività, dell’arte e dell’arteterapia” appartiene alla seconda categoria.
La sua storia comincia molti mesi fa, durante l’inverno, quando l’associazione culturale Miscellanea Dna svolgeva le proprie attività negli spazi che allora la ospitavano.
Ad Ariano Irpino il freddo lasciava ben pochi luoghi nei quali incontrarsi e, quasi spontaneamente, hanno cominciato ad arrivare adolescenti. Prima alcuni, poi sempre di più: decine e decine di ragazzi che cercavano un posto nel quale ripararsi, aspettare un autobus, incontrare gli amici e, soprattutto, semplicemente stare insieme.
D:N:A ha scelto di accoglierli.
Non semplicemente offrendo loro un riparo, ma provando giorno dopo giorno a trasformare quella presenza spontanea in un’occasione educativa: stare insieme in modo sano, imparare a condividere uno spazio, assumersi piccole responsabilità, scoprire interessi, libri, musica, immagini e linguaggi creativi.
Con l’arrivo dell’estate si è presentata allora una domanda molto semplice: come non disperdere quel gruppo?
È anche dalla risposta a questa domanda che nasce LibeReria.
L’Associazione ha scelto di compiere un passo ulteriore e di prendere in gestione la vecchia libreria di Corso Europa, immaginandola non soltanto come esercizio commerciale, ma come presidio culturale e punto di ritrovo sempre più consapevole per le nuove generazioni.
In qualche modo, quindi, non sono stati i ragazzi a trovare LibeReria.
È stata anche LibeReria a nascere perché quei ragazzi avevano bisogno di un luogo.
Perché le generazioni crescono ed evolvono velocemente. E chi sceglie un ruolo educativo non può pretendere che siano i ragazzi a restare fermi: deve imparare, piuttosto, a seguirne il cammino.
“In corso d’opera” nasce esattamente qui.
Il 28 e 29 agosto il progetto prende forma negli ambienti di Casa Vela, trasformati per due giorni in una piccola Europa da attraversare. Ogni stanza, scala, terrazzo e spazio della villa diventa una nazione e un immaginario: Francia, Inghilterra, Grecia, Germania, Spagna, Portogallo, Italia, Austria, Danimarca, Irlanda, Olanda.
Non una semplice scenografia, ma un percorso costruito attraverso letteratura, arti visive, musica, oggetti, installazioni e laboratori creativi.
Si passa dalla Francia delle piccole sculture in filo e cera alla Germania contaminata dalla grafica del Bauhaus e dalla street art; dalla Spagna dei cuori sacri al Portogallo degli azulejos reinterpretati attraverso la cianotipia; dall’Italia dell’acquerello, del ricamo e della memoria fotografica all’Austria trasformata in esperienza sinestetica tra musica, colori e gusto. E ancora l’Inghilterra degli stencil, la Grecia, il mondo delle fiabe di Andersen, l’immaginario celtico di Irlanda e Danimarca e uno spazio immersivo dedicato a Van Gogh.
A tenere insieme questo piccolo continente sono soprattutto loro: gli adolescenti che dall’esperienza invernale di D:N:A hanno continuato il loro percorso dentro LibeReria.
Per alcune ore non saranno semplicemente partecipanti, ma abitanti delle diverse “nazioni”, interpreti degli allestimenti, guide e mediatori dei laboratori. Un modo per affidare loro non una parte simbolica, ma una responsabilità reale.
Anche il viaggio del pubblico è pensato come un gioco. Passaporti, mappe, libri, indizi e piccoli segni da raccogliere trasformano la visita in un attraversamento nel quale non basta guardare: bisogna scegliere, partecipare, fare.
È forse questa la scommessa più importante di “In corso d’opera”: passare dalla fruizione alla partecipazione.
In un tempo nel quale si parla spesso degli adolescenti descrivendone fragilità, isolamento o disinteresse, questa esperienza prova a partire da un’altra domanda: che cosa accade se, invece di chiedere continuamente ai ragazzi di entrare nei luoghi pensati dagli adulti, costruiamo insieme a loro luoghi nei quali abbiano davvero voglia di restare?
La risposta non può essere definitiva.
È, per sua natura, in corso d’opera.
Lo sono i ragazzi che crescono. Lo sono gli adulti che provano ad accompagnarli. Lo è una libreria che cerca una nuova identità. Lo è una comunità quando decide di investire nella cultura non soltanto come programmazione di eventi, ma come relazione quotidiana.
Per questo il festival non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa.
L’obiettivo di LibeReria è continuare a diventare un luogo nel quale le nuove generazioni possano incontrarsi con crescente autonomia e consapevolezza, scoprendo che un libro, un’opera d’arte, una conversazione o un progetto costruito insieme possono essere anche strumenti per trovare il proprio posto nel mondo.
Gli educatori, nel frattempo, hanno il compito più difficile: continuare a camminare accanto a loro senza smettere di osservare dove stanno andando.
Le generazioni cambiano. I linguaggi cambiano. I luoghi devono avere il coraggio di cambiare con loro. Purché la strada continui a essere lastricata di libri, di buone intenzioni e di arte.