Benevento

Quel cappello a falde che amava indossare lo rendeva unico. L'avvocato Lucio Crisci, scomparso nelle scorse ore, lo è stato anche per il modo in cui ha affrontato la professione e la vita. Aveva 90 anni, 56 dei quali trascorsi indossando la toga. Si occupava di tutto, ma era prevalentemente un civilista.

Si era formato con don Ciccio Romano, nel suo studio nella centralissima Piazza Dogana risuonava sempre il suo spirito battagliero. Era di idee socialiste, un uomo che andava sempre controcorrente, pronto a spendersi per ciò in cui credeva. Nessun ruolo in politica o nelle associazioni professionali, era testardo come pochi, non si arrendeva dinanzi a qualsiasi sfida: sia quelle prospettate della vita, con i suoi problemi e le sue difficoltà, sia lavorative. Anzi, le imprese più complicate sembravano esercitare su di lui un fascino irresistibile, al punto da spingerlo ad impegnarsi ancora di più.

Era di San Giorgio la Molara, il luogo del cuore, dove tornava appena ne aveva la possibilità. Mancherà alla moglie e ai sei figli, uno dei quali, Fabrizio, ne ha raccolto il testimone come avvocato. “E' stato il mio maestro”, dice tra le lacrime. “Ci ha insegnato ad andare sempre avanti con il sorriso e a non abbattersi”, ribadiscono collaboratori e colleghi dello studio, che ora è più vuoto senza il suo dominus. Questa sera alle 18, a San Giorgio La Molara, i funerali dell'avvocato Crisci, di cui l'Ordine forense ricorda “l'impegno e la passione per la professione”.