C’è anche un pezzo di Sannio nel movimento di solidarietà internazionale che negli ultimi giorni si è stretto attorno al popolo cubano. Salvatore Ferraro, attivista politico originario di Bonea e dirigente del Partito Comunista Italiano (PCI), è volato nell’isola caraibica per un’articolata missione di supporto e cooperazione, portando con sé l’abbraccio della comunità caudina e sannita.
Un viaggio che ha unito l’aiuto concreto alla presenza politica in un momento storico segnato da fortissime tensioni internazionali e da una grave crisi economica che sta colpendo duramente la popolazione cubana.
Aiuti concreti e medicinali per la popolazione
La presenza di Ferraro a Cuba si è tradotta innanzitutto in un gesto d'ausilio diretto: la consegna di farmaci e beni sanitari di prima necessità. L’isola sta infatti attraversando una complessa fase dovuta all'inasprimento del bloqueo e al blocco delle importazioni di petrolio, condizioni che provocano continui blackout elettrici rendendo difficile persino la refrigerazione dei medicinali e la conservazione degli alimenti.
«Portare medicinali a Cuba è un atto di solidarietà reale», sottolinea il dirigente di Bonea. «Ma è anche un gesto di restituzione doveroso verso un popolo che ha inviato i propri medici in tutto il mondo, Italia compresa: lo abbiamo visto durante l’emergenza Covid in Lombardia e Piemonte e lo vediamo ancora oggi nel nostro Meridione, in Calabria».
Un’azione politica per la pace e i diritti dei popoli
Oltre alla componente umanitaria, la missione del sannita ha avuto un forte rilievo diplomatico-politico. Ferraro ha preso parte in rappresentanza del PCI al 24° Incontro dei Partiti Comunisti e Operai, a cui hanno aderito 48 organizzazioni politiche da ogni angolo del pianeta, e ha partecipato al convegno internazionale "Fidel, Eredità e Futuro", incontro che ha radunato oltre 1.500 delegati da 63 nazioni.
Nel suo intervento, l'esponente di Bonea ha legato la causa del rispetto della sovranità cubana alla più ampia necessità globale di fermare i conflitti e tutelare il tenore di vita e i diritti dei cittadini:
«Oggi dobbiamo vigilare e prendere una posizione netta contro la guerra: lo dobbiamo fare per la salvaguardia dei nostri diritti, del nostro tenore di vita, per la pace e per la sopravvivenza di tutti. Stiamo vivendo la cosiddetta "Terza Guerra Mondiale spezzettata", che miete vittime in Ucraina, in Palestina e in tanti altri scenari spesso dimenticati dai media. Defender Cuba significa difendere l’autodeterminazione dei popoli, il diritto internazionale e la pace contro l'imposizione della forza».
Dal piano globale a quello locale: la tutela del territorio
Nel corso dei suoi interventi, Ferraro ha evidenziato come le dinamiche di aggressione economica e gli squilibri geopolitici mondiali abbiano ricadute dirette anche sulle aree interne italiane e sul Mezzogiorno. Tra l’aumento del costo della vita, le risorse sottratte al welfare per essere dirottate verso la spesa militare e le spinte verso l'autonomia differenziata, le comunità locali rischiano di pagare il prezzo più alto.
«Cuba dimostra che si può mettere al centro l'uomo e la tutela del welfare sociale», conclude Ferraro. «È una battaglia per la libertà che appartiene a tutti noi. Possiamo e dobbiamo fare qualcosa per la pace, per il diritto internazionale e per i nostri territori, per garantire a tutti una vita libera e migliore».