La vendemmia 2026 entra nel vivo e, con l’avvio della raccolta delle uve, torna al centro dell’attenzione la necessità di garantire maggiore equilibrio all’interno della filiera vitivinicola. Per Copagri Benevento non è più rinviabile una riflessione sul valore delle produzioni e sulla sostenibilità economica delle aziende agricole.
«Non possiamo parlare di qualità del vino, di valorizzazione del territorio e di futuro della viticoltura se non partiamo dalla dignità e dalla giusta remunerazione di chi coltiva la terra – sottolinea Concetta Tazza, presidente di COPAGRI Benevento –. Dietro ogni quintale di uva ci sono mesi di lavoro, investimenti, costi di produzione sempre più elevati e rischi legati anche agli eventi climatici. Tutto questo deve essere adeguatamente riconosciuto nel prezzo».
Tazza pone l’accento in particolare sulla necessità di evitare speculazioni durante la fase più delicata della campagna vitivinicola. «Il prezzo delle uve non può diventare lo strumento attraverso il quale si scaricano sui produttori le difficoltà dell’intero mercato. Le aziende agricole non possono essere l’anello più debole della filiera. Serve responsabilità da parte di tutti e un rapporto più equilibrato tra produttori, cantine e mercato».
Per la presidente di COPAGRI Benevento è inoltre fondamentale che la tutela della legalità proceda di pari passo con quella delle imprese. «I controlli sono necessari e devono essere garantiti, perché chi lavora correttamente ha tutto l’interesse a difendere la qualità e la trasparenza del settore. Ma bisogna evitare che le aziende agricole diventino un bersaglio. Occorre distinguere chi opera nell’illegalità da chi ogni giorno lavora nel rispetto delle regole e deve già affrontare una burocrazia sempre più complessa».
La vendemmia rappresenta un momento fondamentale per l’economia agricola del Sannio e per un territorio che ha costruito una parte importante della propria identità proprio sulla viticoltura. «Il vino sannita è territorio, storia, cultura e lavoro – aggiunge Tazza –. Difendere i viticoltori significa difendere un patrimonio che appartiene a tutta la comunità. Non possiamo chiedere agli agricoltori di continuare a investire e produrre qualità se poi il loro lavoro non viene adeguatamente remunerato.
COPAGRI Benevento chiede quindi maggiore attenzione da parte delle istituzioni e di tutti gli operatori della filiera, affinché la vendemmia non si trasformi in un'ulteriore occasione di difficoltà economica per le imprese.
«Dobbiamo costruire una filiera nella quale il valore venga distribuito in maniera più equa – conclude Tazza –. Il prezzo finale di una bottiglia deve tenere conto anche del valore dell’uva e del lavoro di chi l’ha prodotta. Se vogliamo garantire un futuro alla viticoltura del Sannio, dobbiamo partire proprio da questo principio: il valore del vino nasce dalla terra e dalla dignità di chi la coltiva».