Atripalda

"Stavolta sei andato via per davvero. Non è uno scherzo come quando hai voluto vedere cosa sarebbe accaduto se fossi morto. Ma nonna Gemma ti bloccò con un perentorio: Lello, no!".

Commozione e sorrisi quando sull'altare della chiesa di Sant'Ippolisto ad Atripalda, colma fino all'inverosimile in un afoso pomeriggio agostano, salgono i nipoti di Michele "Lello" Capozzi, il farmacista buono, il "professore", scomparso dopo una vita in trincea tra il bancone della farmacia di Atripalda e la cattedra da docente. Non c'erano solo gli amici e i parenti o gli allievi che aveva incrociato nella sua vita, c'era soprattutto il popolo atripaldese che negli anni aveva apprezzato la bontà d'animo e la generosità di un professionista che ha svolto la sua missione fino a quando ha potuto.

L'emozionante ricordo di tre nipoti

Ma è stato bello e struggente durante la cerimonia funebre il ricordo di tre dei suoi tantissimi nipoti: Michele, il più grande, Michele junior e Simone. Parole sincere, scritte col cuore, che hanno testimoniato il grande legame affettivo con un nonno straordinario, intelligente e ironico, apprezzato non solo dalla comunità di Atripalda ma che era riuscito a lasciare un segno perfino a Santa Maria di Castellabate dove durante le vacanze estive ha fatto crescere i suoi nipoti divertendosi con le canzoni degli anni sessanta diffuse a tutto volume dallo stereo della sua inseparabile Mercedes. L'applauso che la gente gli ha tributato alla fine davanti alla chiesa di Atripalda è stato un saluto che non chiude una storia ma segna un percorso straordinario che resterà per sempre nei cuori di chi ha conosciuto Lello, "'o farmacista".