Anche Marc Guiu, l’attaccante necessario in quanto under, spagnolo, proveniente dal Chelsea, non arriverà. Andrà al Lipsia. Come un altro centinaio prima di lui. Passano i calciatori come in una vetrina dei desideri: dolciumi e leccornie che si possono guardare, ma non toccare. Chissà se la stampa locale e nazionale alla fine smetterà di illudersi, o forse solo di illudere, proponendo nomi sempre nuovi e sempre più improbabili. Il tifoso, intanto, fa il suo mestiere: aspetta. Gli si può chiedere pazienza, perfino fiducia, ma almeno gli si risparmi il catalogo quotidiano delle meraviglie.
Perché a forza di annunciare il possibile si finisce per rendere deludente anche il reale. E una squadra va giudicata per gli uomini che scendono in campo, non per quelli che hanno abitato qualche titolo di giornale. Il mercato immaginario, invece, non chiude mai: ha sempre un nome pronto per domani e nessuno che risponda di quello fatto ieri.
Ma poi perché continuare a sognare fantasmagorici colpi se lo stesso Massimiliano Allegri, nella ritrovata conferenza stampa prepartita, ha asserito che a lui la rosa a disposizione «va bene così»? Certo, aggiungendo che 4-5 elementi restano di troppo, ma che anche per loro una quadra (o era una squadra?) la si troverà. Insomma, comunque vada, la SSC Napoli ha almeno trovato un tecnico che, più che un «aziendalista», come monotonamente continuano a propinarcelo, è una persona perbene e rispetta, apparentemente senza battere ciglio, i rigorosi parametri economico-finanziari a lui giocoforza imposti dal suo datore di lavoro. Cosa non da poco in un tempo di primedonne e protagonismi fuori luogo e fuori misura (Antonio Conte docet).
Un’altra bella novità è, come già nella prima uscita ufficiale stagionale, la "magica" lista dei convocati per il Como, dalla quale è stato escluso - tutt’altro che a sorpresa - quel Benoit Badiashile, il cui acquisto resta oscuro più della mezzanotte. Che senso ha avuto prendere, pur in prestito, un calciatore non pronto, né sapendo se e quando lo sarà, quando hai già in rosa gli uomini per gestire tanto i ricambi quanto nuove e forse più efficaci soluzioni tattiche in corso d'opera? Era meglio dire chiaro e tondo che non si sarebbe fatto nulla, eccetto dare un po’ di fiato a Giovanni Di Lorenzo e far crescere un giovane con lui.
Del resto è ormai evidente che Pasquale Mazzocchi, presunto laterale destro, svolge nello spogliatoio azzurro, affrancatosi dal sergente di ferro salentino, il ruolo — sempre più necessario — di cantante neomelodico. L’unica lingua eterna, almeno, qualcuno la impara.