Lunedì 2 settembre, alle ore 21:00, la suggestiva cornice del Palazzo dei Principi Spinelli a Scalea ospiterà la presentazione del saggio del professore Leone Melillo, intitolato "Lo «scisma sommerso» e papa Francesco. Quando il magistero pontificio diventa pedagogia politica".
Un appuntamento culturale di primissimo piano che accenderà i riflettori sulla profonda eredità etica di Jorge Mario Bergoglio.
Leone Melillo: il vaticanista che unisce Napoli e Buenos Aires nel segno di Bergoglio.
Accademico e vaticanista di fama internazionale, il Prof. Leone Melillo è professore presso l'Università di Napoli "Parthenope" e anche presso l'Università di Buenos Aires.
Questo doppio radicamento accademico istituzionale ha permesso al docente di costruire un solido ponte culturale transoceanico, diventando uno dei massimi esperti delle radici culturali e teologiche del pontificato di Jorge Mario Bergoglio.
Proprio durante la sua attività di insegnamento e ricerca presso l'ateneo della capitale argentina, le analisi di Melillo si sono intrecciate in modo profondo con l'eredità di Juan Carlos Scannone, il celebre teologo della "teologia del popolo", che fu mentore, insegnante e amico fraterno di Papa Francesco.
Grazie a questo legame diretto e alla sua esperienza sul campo in Sudamerica, Melillo riesce a decodificare il magistero bergogliano nella sua interezza: non una dottrina astratta, ma un'azione viva che si fa pedagogia politica e trasformazione concreta delle periferie geografiche ed esistenziali del mondo.
L'eccezionalità del lavoro di Melillo ha trovato un autorevole riscontro nelle parole dell'attuale Pontefice, Papa Leone XIV.
Il Santo Padre ha espresso parole di vivo apprezzamento per il saggio del professore, sottolineando come la sua ricerca riesca a cogliere la continuità del messaggio evangelico di Francesco: una Chiesa che non si chiude in se stessa, ma che si fa balsamo per le ferite della società contemporanea, superando ogni logica di divisione o "scisma" interiore.
La luce del dialogo
Il volume si arricchisce delle preziose riflessioni della pedagogista Francesca Piscopo, che declina il pensiero filosofico e teologico dell'opera in una chiara prospettiva comunitaria e di pedagogia politica.
Il cuore emotivo dell’opera risiede nella memoria dello storico incontro di Assisi del 2016 tra il sociologo Zygmunt Bauman e Papa Francesco. Quell'evento dimostra come il dialogo autentico tra il pensiero laico e la visione di fede possa abbattere il pessimismo cosmico, accendendo una speranza condivisa capace di sfidare le più drammatiche incertezze globali.
Dall'analisi della fragilità individuale emerge la necessità di una risposta operativa: la solidarietà comunitaria.
Per contrastare la solitudine e l'isolamento dell'uomo contemporaneo, è necessario costruire un'alleanza sociale concreta tra famiglie, scuole e istituzioni. Il principio cardine di questa visione di pedagogia politica è chiaro e universale: nessuno si salva da solo. L'individualismo imperante si vince esclusivamente riscoprendo il senso profondo di una comunità solidale.