Benevento

Una lettera rivolta a Benevento e alla sua comunità, con un messaggio di unità, responsabilità e richiesta di maggiore sicurezza. parole che invitano a non cedere alla paura, senza cercare divisioni o capri espiatori, e a continuare a vivere la città nel rispetto delle regole e delle persone.
E' la la presa di posizione dello staff del wikka dopo l'episodio di violenza al Parco De Mita.

 

“Ciao Benevento. Questa volta iniziamo così. Perché quello che sta succedendo nella nostra città non può essere soltanto una notizia. Non può essere soltanto una polemica. È una ferita. E quando una comunità viene ferita, ci sono due possibilità: dividersi o stringersi ancora più forte. Noi scegliamo la seconda.
In questi giorni abbiamo ricevuto parole che ci hanno commosso. Messaggi di vicinanza, di affetto, di solidarietà. Ma abbiamo visto anche accuse, attacchi e tentativi di cercare colpe dove colpe non ci sono. E allora chiediamo: perché? Perché trasformare una tragedia in una battaglia politica? Perché cercare un capro espiatorio? Perché qualcuno dovrebbe pensare di poter trarre vantaggio dal dolore degli altri?
La verità, per noi, è molto più semplice. La violenza appartiene a chi la sceglie. La criminalità appartiene a chi decide di percorrerla. Il terrore appartiene a chi vuole imporre la propria legge con la paura. Non a chi lavora. Non a chi apre un locale. Non a chi vuole far divertire le persone. Non a chi esce di casa per vivere una serata con gli amici. E soprattutto, non può appartenere a una città intera.
Per questo diciamo no.
No alla paura. No al silenzio. No alla divisione. No a una città che deve smettere di vivere per colpa di pochi.
Perché quando una persona non può più uscire, ridere, ascoltare musica, bere una birra con gli amici, guardare la luna, fare una passeggiata o semplicemente tornare a casa senza paura… allora non ha vinto la sicurezza. Ha vinto la paura. E noi questo non possiamo permetterlo.
Noi siamo Benevento. Siamo la città della Dormiente. Siamo Sanniti. Siamo Stregoni. Siamo figli di una terra che ha conosciuto guerre, difficoltà, sacrifici e momenti bui. Ma c’è una cosa che questa terra ci ha insegnato: che dopo ogni notte arriva sempre un’alba.
E allora rialziamoci. Ma facciamolo insieme. Non con le ronde. Non con la violenza. Non cercando vendetta. Rispondiamo al male con qualcosa che il male non può distruggere: la nostra unità. Denunciamo. Chiediamo più sicurezza. Chiediamo risposte. Chiediamo presenza. Chiediamo alle istituzioni di fare la propria parte. E noi cittadini facciamo la nostra.
Perché la sicurezza non è responsabilità di uno solo. È responsabilità di tutti. Delle Forze dell’Ordine. Delle istituzioni. Degli amministratori. Degli imprenditori. Dei titolari dei locali. Dei medici. Delle famiglie. Dei ragazzi. Di ogni singola persona che ama questa città.
Chi può fare qualcosa in più, lo faccia. Perché forse non possiamo cambiare il mondo. Ma possiamo cambiare ciò che accade intorno a noi. Possiamo scegliere di non voltarci dall’altra parte. Possiamo scegliere di non avere paura. Possiamo scegliere di non dividerci. E soprattutto possiamo scegliere di vivere.
Perché noi non vogliamo una Benevento chiusa. Non vogliamo una Benevento spaventata. Non vogliamo una Benevento che abbassa la testa.
Vogliamo una Benevento viva.
Una città dove i ragazzi possano uscire. Dove le famiglie possano passeggiare. Dove i locali possano lavorare. Dove le persone possano incontrarsi. Dove si possa ridere senza paura.
E se qualcuno pensa di poterci togliere tutto questo… si sbaglia.
Perché noi Sanniti siamo caduti e ci siamo rialzati mille volte. E ci rialzeremo anche questa volta. Wikka vuole esserci. Perché Wikka non è soltanto un locale. Wikka è una parte della comunità sannita. È fatta di persone. Di volti. Di amicizie. Di sorrisi. Di ragazzi che vogliono semplicemente vivere la propria età.
Ed è per questo che oggi non parliamo soltanto per noi. Parliamo per tutti. Per chi ha paura. Per chi lavora. Per chi esce la sera. Per chi ama Benevento. Per chi non vuole arrendersi. A tutti diciamo: non lasciamoci dividere. Non permettiamo a pochi di decidere come deve vivere un’intera comunità. Facciamo rumore, ma con le nostre parole. Facciamo sentire la nostra voce, ma senza violenza. Chiediamo sicurezza, ma senza odio. E soprattutto… non smettiamo di vivere. Perché forse il gesto più coraggioso che possiamo fare oggi è proprio quello di continuare a essere ciò che siamo. Uniti. Perbene. Sanniti. Benevento non si arrende. La Dormiente si rialzerà. Gli Stregoni torneranno a sorridere. E noi saremo lì. Più forti di prima. Perché quando una comunità decide di restare unita, non esiste paura abbastanza grande da poterla spezzare. Benevento, non abbassare la testa. Alzala. La nostra storia non finisce qui. Da qui ricomincia”.