Avellino

di Paola Iandolo 

Attentato all'architetto Nello Malinconico: domani si discute il riesame per il 41enne di Montefredane A.Q. finito ai domiciliari un mese fa perchè considerato uno dei tre componenti del commando che entrò in azione nel parcheggio del supermercato Do.De.Ca per picchiare brutalmente il professionista di Monteforte Irpino. L'uomo - affiancato dal suo avvocato Fabio Tulimiero - comparirà davanti ai giudici del tribunale del Riesame di Napoli per chiedere la revoca o la sostituzione della misura. Mentre per A.N. - difeso dagli avvocati Rolando Iorio e Antonio Iannaccone - il riesame ha confermato la misura cautelare in carcere. 

Proseguono le indagini

L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Avellino e condotta dalla Squadra Mobile, non è ancora chiusa. Gli investigatori continuano ad indagare per individuare il quarto componente del commando che avrebbe preso parte al brutale pestaggio di Malinconico, con mazze e bastoni. L'attività investigativa ha già portato all'esecuzione di due misure cautelari. A.N. è stato condotto in carcere, mentre A.Q., è agli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico. Entrambi rispondono, allo stato delle indagini, di tentato omicidio aggravato e falsità materiale commessa da privato. Mentre una donna, che avrebbe messo a disposizione l'auto utilizzata da A.N. per raggiungere il supermercato, è indagata in stato di libertà.

La ricostruzione

L'aggressione risale alla sera del 2 aprile 2026, giovedì Santo. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Nello Malinconico si trovava nel parcheggio coperto del supermercato DO.DE.CA. quando è stato assalito da tre uomini con il volto coperto, armati di bastoni e spranghe. Il gruppo sarebbe arrivato a bordo di un'auto con la targa modificata mediante l'applicazione di nastro adesivo nero, espediente utilizzato, secondo gli inquirenti, per eludere eventuali sistemi di videosorveglianza. Il quarantunenne riportò gravissime lesioni e venne trasportato d'urgenza all'ospedale "San Giuseppe Moscati" di Avellino, dove fu ricoverato in prognosi riservata e in pericolo di vita. Le indagini, supportate dalle immagini delle telecamere e da una complessa attività tecnica, proseguono anche per chiarire il movente.