Dodici ore di attacchi sulla capitale.  Kiev ha trascorso un'altra notte sotto le bombe. Per oltre dodici ore Russia ha colpito la capitale ucraina e la regione circostante con missili e droni, in quella che rappresenta la sesta giornata consecutiva di pesanti attacchi aerei contro la città. Almeno dodici persone sono morte tra Kiev e la sua regione e più di una dozzina sono rimaste ferite, compresi alcuni bambini.

L'offensiva è iniziata nella serata di ieri ed è proseguita nella notte e nelle prime ore del primo settembre. L'Aeronautica ucraina ha riferito dell'impiego di missili balistici, da crociera e antiradar, insieme a 218 droni e velivoli-esca. Circa un terzo dei droni sarebbe stato dotato di propulsione a reazione, una tecnologia che ne aumenta velocità e difficoltà di intercettazione.

Secondo le autorità ucraine, le difese aeree hanno neutralizzato 187 dei 218 droni e abbattuto cinque missili balistici Iskander, due missili Banderol e cinque Kalibr. Gli attacchi hanno raggiunto complessivamente 28 località, concentrandosi soprattutto sulle regioni di Kyiv e Odessa.

Colpito un deposito ferroviario

Il bilancio più pesante arriva dalla capitale. Otto persone sono morte a Kiev, mentre altre quattro vittime sono state registrate nella regione circostante. Uno degli attacchi più gravi ha interessato infrastrutture ferroviarie: un missile balistico ha colpito un deposito e altre strutture della compagnia statale Ukrzaliznytsia.

Sei dipendenti delle ferrovie figurano tra le vittime. Secondo il presidente della società, Oleksandr Pertsovskyi, l'attacco ha provocato danni estesi e distrutto completamente un'officina. Decine di lavoratori erano riusciti a raggiungere i rifugi prima dell'impatto.

Edifici residenziali sono stati danneggiati in diversi quartieri. Nella sola capitale sono rimasti feriti anche tre bambini. A Boryspil, nella regione di Kyiv, è stato colpito un palazzo di cinque piani. Tra le persone uccise figura inoltre un cittadino indiano, come confermato dal presidente Volodymyr Zelensky. Quasi 350 soccorritori sono stati mobilitati tra la capitale e i centri circostanti.

Nel mirino anche Odessa

L'offensiva russa non si è limitata a Kiev. Attacchi sono stati segnalati in altre otto regioni ucraine. Particolarmente colpita Odessa, sul Mar Nero, dove sono stati danneggiati edifici residenziali e infrastrutture civili. Un incendio è divampato all'interno di una fabbrica tessile e almeno una persona è rimasta ferita.

Le forze russe hanno inoltre attaccato il valico internazionale dei traghetti di Orlivka, al confine con la Romania. Nella regione settentrionale di Zhytomyr, invece, i bombardamenti hanno provocato incendi in un impianto industriale e in un magazzino.

Il ministero della Difesa russo ha rivendicato un attacco definito «massiccio», sostenendo di avere utilizzato armi di precisione e droni a lungo raggio contro impianti per la produzione e lo stoccaggio di armamenti e altre infrastrutture legate all'apparato militare ucraino. Le autorità di Kyiv contestano questa ricostruzione e sottolineano i danni provocati ad abitazioni e strutture civili.

Kallas: «Uccidono i civili dal cielo»

La nuova ondata di bombardamenti è arrivata proprio mentre milioni di bambini ucraini tornavano nelle scuole per l'inizio dell'anno scolastico. Per le autorità di Kyiv, la successione di attacchi punta anche a logorare la popolazione, rendendo sempre più difficile la normalità quotidiana lontano dalla linea del fronte.

Da Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell'Unione europea, è arrivata una dura accusa a Mosca. Intervenendo alla riunione dei ministri della Difesa europei in Irlanda, Kallas ha sostenuto che l'esercito russo, in difficoltà nell'ottenere avanzamenti decisivi sul terreno, stia aumentando la pressione aerea sulla popolazione. «La guerra della Russia sta diventando più spietata e distruttiva», ha dichiarato.

Zelensky torna a chiedere difese aeree

Il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato l'impiego di un numero significativo di droni a reazione e missili balistici e ha rilanciato il problema della protezione dello spazio aereo ucraino. Kiev continua in particolare a chiedere agli alleati occidentali maggiori disponibilità di intercettori per i sistemi Patriot, fondamentali contro i missili balistici ad alta velocità.

L'intensificazione degli attacchi russi avviene mentre il fronte terrestre rimane sostanzialmente bloccato e i tentativi diplomatici non hanno prodotto una svolta. Al vertice che ha riunito i leader di Cina, Russia e India, il primo ministro indiano Narendra Modi ha ribadito davanti a Vladimir Putin la necessità di arrivare alla fine delle ostilità.

La guerra dei droni arriva in profondità in Russia

Nelle stesse ore anche Mosca ha denunciato un'offensiva ucraina di dimensioni eccezionali. Il ministero della Difesa russo sostiene che le proprie difese abbiano intercettato 516 droni ucraini sopra 18 regioni russe, la Crimea occupata e il Mar Nero.

Nella regione di Leningrado, un attacco ha provocato un incendio nell'area portuale di Ust-Luga, uno dei principali terminal russi per l'esportazione di petrolio e gas, situato a oltre 800 chilometri dall'Ucraina. Kyiv sta intensificando da mesi gli attacchi contro raffinerie, depositi e infrastrutture energetiche russe con l'obiettivo di colpire una delle principali fonti di entrate dell'economia di Mosca.

La nuova notte di bombardamenti conferma così una fase di crescente pressione aerea reciproca. Per Kyiv, però, il dato più drammatico resta quello delle vittime e di una capitale costretta, per il sesto giorno consecutivo, a vivere tra sirene, rifugi e operazioni di soccorso.