"Ho compreso che c’era un incendio di plastica, dall’odore acre dell’aria, prima di vedere le immagini dell’enorme nube tossica proveniente dal deposito di rifiuti di plastica ad Airola in provincia di Benevento. Il vento ha trasportato la nube a decine di Km di distanza in direzione di Ariano.
Anche nell’arianese, intorno alle 18.30 del 31 Agosto 2026, abbiamo respirato l’aria mal odorante e carica di diossine che kilometro dopo kilometro sono gradualmente precipitate sui terreni che hanno sorvolato. Quello che oggi non sappiamo è la reale concentrazione di quelle sostanze cancerogene per la vita umana che sono precipitate al suolo".
Lo scrive in una nota Generoso Maraia che ha interessato della vicenda i due prefetti e presidenti di provincia di Avellino e Benevento.
"Per i suddetti motivi il monitoraggio effettuato dall’Arpac dovrà tenere conto di un’area ben più vasta di quella interessata dall’incendio. Si rende necessario l’intervento dei due presidenti delle province di Benevento e Avellino al fine di creare un coordinamento con l’Arpac per un corretto monitoraggio a medio e lungo termine di tutte le matrici ambientali.
Considerato che il governo ha previsto importanti aggiornamenti della normativa in merito è necessario che i sindaci dei comuni coinvolti dal passaggio della nube tossica, insieme all’ente provincia, all’Asl e all’Arpac si adoperino per attuare un serio monitoraggio a lungo termine dell’aria, del suolo e delle acque attraverso l’applicazione del D.lgs 152/ 2006, del DM 46/2019 e del D. lgs del 13 agosto 2010 n.155 in fase di aggiornamento con nuovi limiti per le diossine e gli inquinanti stabiliti dalla direttiva UE 2024/2881.