Sul rogo divampato in un deposito di ecoballe ad Airola che da lunedì sta creando preoccupazioni, danni ambientali e polemiche, interviene il Segretario Generale Aggiunto dell aUil trasporti Cosimo Pagliuca: «Non basta intervenire quando l’emergenza è già esplosa. Sicurezza, prevenzione e tutela del lavoro devono diventare una responsabilità permanente».
Il grave incendio che ha interessato l’area industriale di Airola non può essere considerato soltanto un’emergenza ambientale. Per la UILTrasporti di Benevento quanto accaduto impone di affrontare immediatamente anche un tema che rischia di rimanere in secondo piano: la tutela dei lavoratori, della loro salute e del loro futuro occupazionale.
"La nube sprigionata dall’incendio e la combustione di ingenti quantità di materiali hanno inevitabilmente generato forte preoccupazione tra le comunità della Valle Caudina e dei territori interessati. Ma in queste ore la nostra attenzione è rivolta in modo particolare anche a chi lavora nel ciclo dei rifiuti, agli addetti direttamente o indirettamente coinvolti e a tutti coloro che, per ragioni professionali, possono essere stati maggiormente esposti.
Il sindacato non può essere chiamato soltanto quando bisogna gestire le conseguenze di un’emergenza. Deve essere coinvolto prima, nella prevenzione, nella verifica delle condizioni di sicurezza e nella costruzione di un sistema capace di tutelare contemporaneamente ambiente, salute e occupazione. È questo il punto che la UILTrasporti Benevento intende porre con forza.
Quanto accaduto ad Airola deve quindi aprire una riflessione seria sul sistema degli impianti, sulle condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro, sulle quantità di materiale stoccato, sui piani antincendio e sull’effettiva attività di controllo e prevenzione.
Non spetta al sindacato individuare responsabilità che dovranno essere accertate dagli organi competenti. Spetta però al sindacato - rimarca Pagliuca - pretendere che ogni lavoratore possa svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza e che eventuali conseguenze dell’incendio non vengano scaricate, ancora una volta, sui lavoratori e sulle loro famiglie. Abbiamo già vissuto nel Sannio una vicenda che dovrebbe aver insegnato molto.
L’incendio dello STIR di Casalduni non provocò soltanto un grave problema ambientale: produsse conseguenze occupazionali pesantissime, con lavoratori sospesi dalle attività e con una vertenza che la nostra Organizzazione Sindacale ha dovuto affrontare negli anni successivi per tentare di garantire prospettive e ricollocazione al personale. Non possiamo permettere che la storia si ripeta.
Per questo la UILTrasporti di Benevento ritiene necessario che, accanto agli accertamenti ambientali e alle indagini sulle cause dell’incendio, venga immediatamente aperto anche un confronto sulle ricadute che l’evento potrebbe determinare sul lavoro.
La UILTrasporti chiede che siano garantiti: la massima trasparenza e tempestività nella comunicazione dei risultati delle analisi ambientali; una particolare attenzione sanitaria nei confronti dei lavoratori potenzialmente esposti; la verifica delle condizioni di sicurezza degli impianti e dei siti di stoccaggio presenti sul territorio; il controllo puntuale del rispetto delle norme sulla prevenzione incendi e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro; il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali in qualsiasi decisione che possa avere conseguenze sui livelli occupazionali; la garanzia che nessun lavoratore debba pagare, attraverso sospensioni, perdita di salario o perdita del posto di lavoro, le conseguenze di eventuali responsabilità che non gli appartengono.
La sicurezza ambientale e la sicurezza sul lavoro non sono due battaglie differenti. Sono la stessa battaglia.
Un territorio nel quale gli impianti non sono sicuri non mette a rischio soltanto l’ambiente e la popolazione: mette a rischio anche chi in quegli impianti lavora ogni giorno e, dopo un’emergenza, rischia di ritrovarsi senza lavoro e senza prospettive.
La UILTrasporti Benevento continuerà pertanto a seguire l’evolversi della situazione e sarà al fianco dei lavoratori coinvolti.
Dopo Airola non servono soltanto dichiarazioni di indignazione. Serve una risposta concreta delle istituzioni e serve un nuovo modello di prevenzione nel quale anche il sindacato possa esercitare pienamente il proprio ruolo di rappresentanza, controllo sociale e tutela dei lavoratori.
Perché difendere l’ambiente significa anche difendere il lavoro.
E difendere il lavoro significa, prima di tutto, garantire che chi entra in un luogo di lavoro possa farlo in sicurezza e possa continuare ad avere un futuro occupazionale".