È finita dentro un appartamento di Imola la vita di Francesco Mongardi, 78 anni, volto conosciuto della ristorazione cittadina. L'uomo è stato ucciso con diverse coltellate nella casa in cui viveva con la moglie, sua coetanea, in via Bellini, nella zona Pedagna. La donna è stata arrestata con l'accusa di omicidio volontario e trasferita nel reparto infermeria del carcere della Dozza, a Bologna.
Il quadro che emerge dalle prime indagini è particolarmente delicato. La 78enne sarebbe affetta da demenza senile e proprio le sue condizioni cognitive saranno uno dei punti centrali dell'inchiesta. La Procura di Bologna, con il pubblico ministero Roberto Ceroni, dovrebbe affidare a un consulente il compito di stabilire quale fosse la capacità di intendere e di volere della donna al momento dell'omicidio. La difesa è affidata all'avvocato Gabriele Bordoni.
La scoperta della badante
A far scattare l'allarme è stata la badante che assisteva la coppia. Nel primo pomeriggio di martedì 1 settembre si era allontanata dall'abitazione per alcune commissioni. Quando è tornata ha trovato Mongardi ormai senza vita, raggiunto da numerosi fendenti. Nell'appartamento c'era anche la moglie, con tracce di sangue addosso e in evidente stato confusionale.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, il personale del 118, il magistrato di turno e il medico legale. Gli investigatori hanno effettuato i rilievi nell'abitazione, successivamente posta sotto sequestro, per ricostruire la dinamica e verificare la sequenza degli eventi avvenuti mentre marito e moglie erano rimasti soli.
La badante è stata ascoltata dagli inquirenti. Secondo le ricostruzioni raccolte nelle prime ore, si sarebbe assentata soltanto per poche decine di minuti. Nessuno dei vicini avrebbe sentito grida o rumori tali da far pensare a quanto stava accadendo all'interno dell'appartamento.
Una coppia conosciuta a Imola
Francesco Mongardi era molto conosciuto in città. Per anni aveva lavorato nella ristorazione insieme al fratello, gestendo lo storico Il Campanaccio al Piratello. Anche la moglie aveva condiviso con lui una parte di quella esperienza professionale. Chi conosceva la coppia la descrive come molto unita, senza precedenti episodi di conflittualità emersi pubblicamente.
Negli ultimi anni entrambi avevano però dovuto fare i conti con seri problemi di salute. Mongardi aveva avuto un ictus e soffriva di gravi difficoltà motorie, fino a essere costretto a letto. La moglie, secondo quanto emerso, era invece affetta da una forma di demenza senile.
L'autopsia e la valutazione psichiatrica
La magistratura ha disposto l'autopsia sul corpo di Francesco Mongardi, esame chiamato a stabilire con precisione numero, natura e traiettoria delle ferite e a fornire ulteriori elementi sulla dinamica dell'aggressione. L'esame è previsto nelle prossime ore.
Parallelamente, il nodo giudiziario riguarderà le condizioni della moglie. L'eventuale accertamento sulla capacità di intendere e di volere sarà determinante per stabilire il grado di imputabilità della 78enne e per valutare le successive decisioni dell'autorità giudiziaria. Per ora la donna resta accusata dell'omicidio del marito e si trova nel reparto infermeria del carcere.