Un albero genealogico grande quanto una comunità. O forse persino più grande, perché attraversa secoli, confini e generazioni. A San Marino, dieci anni di ricerca hanno permesso a Giorgio Bologna, 45 anni, di mettere in relazione oltre 42mila persone, ricostruendo una fitta rete di parentele che abbraccia di fatto l'intera comunità sammarinese e si estende anche ai territori italiani vicini.

Quella che era cominciata come una ricerca personale sulle proprie origini si è trasformata progressivamente in un archivio della memoria collettiva. Il punto di partenza sono stati i racconti familiari e, soprattutto, la curiosità trasmessa dalla nonna. Da lì Bologna ha iniziato a seguire nomi, date, matrimoni, nascite e discendenze, allargando sempre di più il campo dell'indagine.

Dieci anni tra registri e documenti

Il lavoro ha richiesto una lunga ricognizione tra censimenti, registri di nascita, matrimonio e morte, necrologi e documenti storici. La ricerca non si è fermata agli archivi di San Marino, ma ha coinvolto anche quelli dei Comuni italiani confinanti, seguendo famiglie che nel corso del tempo si sono spostate da una parte all'altra del territorio.

Alle fonti scritte si sono aggiunti sopralluoghi nei cimiteri della zona, dove lapidi, date e legami familiari hanno fornito ulteriori elementi per completare rami rimasti incompleti. In alcuni casi anche le corrispondenze ottenute attraverso il Dna hanno consentito di individuare parenti lontani e collegare persone che i soli documenti non erano riusciti a mettere in relazione con certezza.

Il risultato è un albero realizzato sulla piattaforma MyHeritage che contiene informazioni risalenti anche al XVII secolo. Non si tratta quindi soltanto di una successione di nomi e date. La dimensione raggiunta dal progetto permette di seguire trasformazioni familiari, migrazioni, matrimoni e rapporti tra nuclei che hanno attraversato per generazioni la storia della piccola Repubblica.

La storia di un Paese letta attraverso le famiglie

La particolarità di San Marino rende il progetto ancora più significativo. In un territorio ristretto e caratterizzato da una comunità storicamente molto legata alle proprie origini, le linee genealogiche tendono frequentemente a incontrarsi. Famiglie apparentemente lontane possono scoprire antenati comuni, mentre cognomi presenti da secoli raccontano spostamenti e intrecci che superano i confini della Repubblica.

È questo uno degli aspetti che ha spinto Bologna a proseguire ben oltre la ricostruzione della propria famiglia. Più l'albero cresceva, più diventava evidente che ogni nuovo ramo poteva collegarsi ad altri già individuati. Una ricerca privata ha così assunto progressivamente il carattere di una mappa delle relazioni familiari di un'intera comunità.

«La mia passione è nata dal desiderio di scoprire le mie radici e dalla curiosità trasmessa da mia nonna», racconta Giorgio Bologna. Una curiosità che, dieci anni dopo, ha prodotto una banca di informazioni capace di mettere insieme oltre 42mila profili.

Il filo con chi è partito da San Marino

Il progetto ha assunto nel tempo anche un'altra funzione: ricostruire il rapporto tra la Repubblica e le famiglie che l'hanno lasciata. A rivolgersi a Bologna sono infatti anche discendenti di emigrati sammarinesi che vivono lontano dal Titano e cercano un nome, un luogo o un antenato capace di riannodare il legame con il Paese d'origine.

Per loro l'albero genealogico diventa una porta d'ingresso in una storia familiare spesso conosciuta soltanto attraverso racconti tramandati tra le generazioni. Un cognome, un certificato o una corrispondenza possono consentire di risalire indietro nel tempo e individuare il punto esatto da cui una famiglia era partita.

È anche in questa dimensione che la ricerca supera l'interesse strettamente genealogico. Dentro quei 42mila nomi c'è una parte della storia sociale di San Marino, fatta di famiglie rimaste sul territorio, di altre trasferite nei centri italiani vicini e di emigranti che hanno costruito altrove il proprio futuro senza perdere completamente il rapporto con la Repubblica.

Una ricerca ancora aperta

L'albero non è considerato concluso. Bologna continua a cercare documenti, verificare collegamenti e ampliare i diversi rami familiari. Più si arretra nel tempo, più la ricostruzione diventa complessa, perché le fonti si riducono e ogni informazione richiede controlli e confronti con altri documenti.

L'obiettivo resta quello da cui tutto è cominciato, ma su una scala ormai completamente diversa: conservare la memoria delle famiglie. Solo che la ricerca delle proprie radici è diventata, dopo dieci anni, la ricostruzione di una memoria condivisa. Un gigantesco intreccio di parentele che dal Seicento arriva fino ai giorni nostri e nel quale migliaia di sammarinesi possono ritrovare almeno un pezzo della propria storia.