Cava de' Tirreni

Aria di derby. La Salernitana vuole vincere. La Cavese sogna il colpaccio. A “Granatissimi”, in onda su Ottochannel, è intervenuto Clemente Filippi, direttore generale della Cavese. Il tema di discussione è la scelta di disputare il match alle ore 15:00 con temperature previste da capogiro: “In serie A ci sono polemiche sulle partite disputate alle 18:30, figurarsi scendere in campo alle 15:00. Non basta dire che i calciatori sono dei professionisti. Vanno fatte valutazioni anche per gli stessi tifosi perché non ci sono stadi con coperture per proteggersi dal caldo”. Le trasferte ormai sono un tabù: "Questo è l'aspetto che fa più male. Non vengono più date le possibilità ai tifosi di seguire le proprie squadre. Siamo reduci da 25 trasferte consecutive vietate. Questo sta diventando però pesante". 

"Cuore, fame ed idee"

Il tema passa poi sul campo: “Abbiamo fatto tre gare fin qui. Siamo reduci dalle modifiche dell’area sportiva ma con una ripartenza con nove undicesimi dello scorso anno. A Bari potevamo fare di più, potevamo sfruttare meglio le tante occasioni create. Adesso dobbiamo lavorare, cercare di avere le nostre occasioni nelle tante sfide con squadre di blasone e budget più importanti con cuore, idee, fame”.

"La politica dei piccoli passi"

La scelta di Masitto per il post-Prosperi? “Prosperi aveva fatto benissimo, era legato con noi da un altro anno di contratto ma avevamo visioni diverse e per questo abbiamo deciso per l’esonero. Masitto era seguito da De Liguori e ha impressionato il presidente Lamberti, scegliendo un tecnico che non si era ancora cimentato tra i professionisti. Sapevamo che la sua fame di dimostrare con lo spirito battagliero della squadra si sposano da sole. Il nostro obiettivo resta sempre la sostenibilità economica perché altrimenti si farebbe fatica ovunque, non solo a Cava de’ Tirreni. La politica dei piccoli passi è quella che deve contraddistinguere la nostra linea societaria”.