Il Comune di Avellino revoca integralmente l’ordinanza sindacale n. 414 del 2026, quella che aveva introdotto ulteriori limitazioni per la movida cittadina, modificando e integrando il precedente provvedimento del 10 luglio. La decisione è contenuta nell’ordinanza n. 481/2026, firmata dal sindaco Nello Pizza e pubblicata all’Albo Pretorio il 2 settembre.Alla base della revoca ci sono gli esiti dei controlli effettuati dalla Polizia Municipale nelle aree maggiormente interessate dalla movida.
I dati della municipale
Secondo quanto riportato nell’atto, nella terza settimana di agosto è stato registrato un progressivo e significativo calo dell’affluenza, accompagnato da una movida notturna «più regolamentata e meno disturbante rispetto agli anni precedenti».
Festa all'attacco: ordinanza da proibizionismo che ha sancito il fallimento del Ferragosto in città
L’ex sindaco di Avellino Gianluca Festa interviene duramente e punta il dito contro l’amministrazione comunale.
«Questa ordinanza sindacale di fatto sancisce ufficialmente il fallimento del Ferragosto del mese», sostiene l’ex primo cittadino, sottolineando come a evidenziare il decremento delle presenze non siano né lui né l’opposizione, ma la stessa Polizia Municipale. Festa pone quindi l’accento sulle risorse investite per gli eventi estivi: «500 mila euro buttati al vento. Vedremo se sono stati spesi male, addirittura ancora più soldi».
La prima ordinanza
Nel mirino dell’ex sindaco finisce anche la prima ordinanza adottata dall’amministrazione, definita da Festa come una misura «di proibizionismo, degna dell’America degli inizi degli anni Novecento». Un provvedimento che, a suo giudizio, avrebbe penalizzato le attività commerciali e avuto ripercussioni negative sul turismo e sui giovani.
Commercio al palo per Festa
«Nessun ritorno per la città di Avellino nel mese di agosto e direi in tutta l’estate», afferma Festa, che conclude con una dura critica all’operato dell’amministrazione: «Non si amministra così, gli avellinesi non meritano di essere amministrati in questo modo».
Iacovacci: musica all'esterno sempre fino all'1 di notte
"Finiti i grandi eventi non serviva tenere ancora in vigore quel provvedimento. Ma restano le vecchie disposizioni per la musica all'esterno che consentiranno nel week end la musica all'esterno fino all'1 di notte", spiega l'assessore Iacovacci. "Un merito della nostra amministrazione - spiega Iacovacci - aver consentito intrattenimento all'esterno fino all'1 di notte nei fine settimana".
I dati della municipale
In particolare, i controlli avrebbero evidenziato una presenza sensibilmente inferiore di persone nelle ore serali e notturne, una riduzione della concentrazione degli avventori negli spazi pubblici e meno permanenze prolungate di gruppi nelle zone che in precedenza erano interessate dai maggiori flussi. Una situazione che, secondo l’amministrazione, ha determinato una «marcata attenuazione» dei fenomeni di aggregazione e delle criticità che avevano portato all’adozione delle misure aggiuntive.
COSA CAMBIA:
Con la revoca dell’ordinanza 414 cessano di avere efficacia tutte le restrizioni che erano state introdotte con quel provvedimento. In particolare, vengono meno i divieti di vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche negli orari stabiliti dall’ordinanza, così come quelli relativi agli intrattenimenti musicali, sia all’interno dei locali sia nelle pertinenze esterne.
Decadono inoltre le prescrizioni riguardanti l’utilizzo di specifici contenitori, compresi i divieti relativi a vetro e lattine negli orari previsti.
La revoca avrà effetto dalla data di esecutività dell’ordinanza. Il Comune precisa però che non viene meno il rispetto delle norme nazionali e regionali già in vigore. Restano quindi pienamente operative le disposizioni in materia di ordine e sicurezza pubblica, tutela della salute e inquinamento acustico, compresi i limiti alle emissioni sonore previsti dal D.P.C.M. 14 novembre 1997. L’obbligo vale per tutte le attività interessate e anche per gli artisti di strada.
IL COMUNE POTREBBE INTERVENIRE DI NUOVO:
La revoca non chiude definitivamente la questione movida. L’amministrazione si riserva infatti la possibilità di adottare nuovi provvedimenti, anche urgenti, qualora dovessero ripresentarsi esigenze legate all’ordine pubblico, alla sicurezza urbana, alla salute o alla quiete pubblica.
Il Comune potrà inoltre introdurre ulteriori limitazioni anche riferite a singoli esercizi, oltre a valutare in futuro iniziative regolamentari più organiche sulla quiete pubblica e sulla disciplina delle attività di somministrazione di alimenti e bevande.
L’ordinanza mantiene dunque un margine di intervento per l’amministrazione nel caso in cui la situazione dovesse nuovamente peggiorare.
Sul fronte delle sanzioni, il provvedimento richiama quanto previsto dall’articolo 50 del Testo unico degli enti locali: la violazione delle disposizioni dell’ordinanza comporta una sanzione amministrativa da 500 a 5.000 euro. In caso di violazioni reiterate nello stesso anno solare può inoltre scattare la sospensione dell’attività da uno a sette giorni.
La revoca riguarda infine le precedenti ordinanze sulla movida e tutti i provvedimenti eventualmente in contrasto con il nuovo atto. L’ordinanza è valida su tutto il territorio comunale ed è stata trasmessa, tra gli altri, a Prefettura, Questura, Carabinieri, Polizia Locale e ARPA Campania.