Benevento

"Per il 90 per cento l'incendio è domato. Siamo riusciti finalmente ad entrare nell'ultimo capannone, che era il focolaio iniziale dell'incendio. Siamo praticamente in dirittura d'arrivo per lo spegnimento".
È il prefetto di Benevento Raffaela Moscarella a fare il punto, al termine della riunione convocata in Prefettura a Benevento dall'assessora regionale alla Protezione civile Fiorella Zabatta.
Un vertice durato due ore e reso necessario dall'estensione degli effetti del rogo divampato lunedì in un deposito di rifiuti nella zona industriale di Airola.

La fase più critica dell'incendio sembra dunque avviarsi alla conclusione, grazie anche all'intenso lavoro dei Vigili del fuoco, ma resta aperto il capitolo delle conseguenze ambientali. La nube sprigionata dalla combustione ha infatti interessato un territorio che va oltre i confini della provincia di Benevento, coinvolgendo anche aree delle province di Avellino e Caserta. Per questo al tavolo sono state coinvolte le tre Prefetture, con l'obiettivo di condividere il quadro della situazione e coordinare le ulteriori azioni necessarie per la tutela dei territori e delle popolazioni. Alla riunione hanno partecipato la prefetta Raffaela Moscarella, il sindaco di Benevento Clemente Mastella e i sindaci dei Comuni interessati, il consigliere regionale Errico, i vertici delle forze dell'ordine, i Vigili del fuoco e i rappresentanti dell'Arpac. In collegamento anche i rappresentanti della Regione e delle Prefetture di Avellino e Caserta.

Aria, valori rientrati ma serve prudenza

Il fronte più delicato resta quello della qualità dell'aria. L'Arpac ha installato diversi campionatori per il monitoraggio di diossine e furani, compreso un dispositivo nell'area di Airola, epicentro dell'incendio. Il primo campionamento aveva evidenziato un valore superiore alla soglia di riferimento (quasi doppio). Nel secondo ciclo, invece, il dato è rientrato entro i valori utilizzati come riferimento. Un risultato positivo, ma che non permette ancora di considerare chiusa l'emergenza.
Gianluca Scoppa, dirigente dell'area territoriale del Dipartimento provinciale ARPAC di Benevento, invita infatti alla cautela: “il rientro dei valori non esclude la possibilità di un nuovo incremento”.
Per questo, la linea indicata dagli esperti è quella di proseguire il monitoraggio fino alla stabilizzazione dei dati.
A incidere sulla dispersione degli inquinanti sono anche le condizioni meteorologiche. La direzione del vento determina le aree interessate dalla ricaduta, mentre una maggiore intensità favorisce la diluizione dei contaminanti.
Nelle prime 48 ore dall'incendio, però, i venti sono stati molto deboli, favorendo la stagnazione dei fumi nelle zone più vicine al rogo.
Anche la pioggia può incidere sulla qualità dell'aria. Le precipitazioni hanno infatti un effetto di "scrubber": inglobano le particelle presenti nell'atmosfera e le depositano al suolo. Gli inquinanti, però, non vengono distrutti, ma trasferiti dalla matrice aria a quella del terreno.

Ora sotto esame i terreni

Ed è proprio il suolo il prossimo fronte delle verifiche. L'Arpac ha elaborato un modello di ricaduta dei contaminanti per individuare le zone, i Comuni e le aree agricole maggiormente interessate dalla deposizione degli inquinanti. Le aree individuate saranno sottoposte a una seconda fase di controlli, con campionamenti e analisi dei terreni. Si tratta di un monitoraggio che richiederà tempi più lunghi rispetto a quello dell'aria. Il suolo, infatti, consente di valutare la quantità complessiva degli inquinanti che si sono depositati durante l'intero evento, sia nella fase più intensa della combustione sia durante le operazioni di spegnimento.

La risorsa idropotabile non è coinvolta

Sul fronte dell'acqua arriva invece una prima rassicurazione. Il prefetto Moscarella ha spiegato che la risorsa idropotabile non risulta coinvolta e che non sono emerse contaminazioni della falda. Diverso il discorso per i terreni, per i quali è ancora troppo presto per formulare valutazioni definitive. Saranno dunque le prossime analisi a chiarire l'eventuale presenza di contaminanti e a definire con maggiore precisione le aree interessate dalla ricaduta.

Mastella: "Bisogna rassicurare la popolazione"

Durante il vertice è emersa anche la preoccupazione per le ripercussioni sulla popolazione e sulle attività economiche. Il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha sottolineato la necessità di evitare che i Comuni procedano in ordine sparso, soprattutto in presenza di dati ambientali che possono variare rapidamente. "Bisogna rassicurare le persone e occorre che siano le istituzioni presenti assieme alla gente". Il sindaco ha inoltre posto il tema dei possibili interventi economici per i territori maggiormente colpiti dalle conseguenze dell'incendio, distinguendo tra l'area più vicina al luogo del rogo e i Comuni più distanti.
Intanto questo pomeriggio ad Airola arriverà il Governatore Roberto Fico, per verificare personalmente la situazione e incontrare i rappresentanti del territorio.