Benevento

Le abbiamo definite un po' tutti delle ingenuità che la B non perdona. A mente fredda correggeremmo il tiro: più che ingenuità quelle di Prisco e Kouan sono state autentiche follie e non c'è bisogno di stare in A o in B per essere castigati dagli avversari, basta essere in campo. 

Volete che in C, un qualsiasi avversario, forte o modesto che sia, li avrebbe perdonati quei gesti scellerati? Non lo crediamo affatto.

Dunque non è questione di categorie, almeno non solo.

Del resto con tutta la stima che abbiamo per Tomei e il suo Ascoli, davvero non ci è sembrato un avversario così terribile. Con un organico composto al 90 per cento dai giocatori che l'anno scorso sono finiti al secondo posto in serie C.

La spinta forsennata del Del Duca ha generato sicuramente una maggiore veemenza negli attacchi, ma da qui a dire che il “Picchio” abbia prodotto chissà cosa ce ne passa. Quattro tiri nello specchio della porta in novanta minuti (12-4 quelli complessivi), ma con la particolarità dello “zero” nella casella di quelli prodotti dal Benevento.

Questo per dire che gli errori dei giallorossi non sono stati il frutto della forza di un avversario di categoria superiore, ma sventatezze in assoluto di chi le ha commesse. La reazione di Prisco non dipende dalla categoria. Qualsiasi avversario, anche in D, avrebbe potuto provocarlo così: stava a lui non reagire. Il fallo da rigore di Kouan è talmente insensato e inutile (con la difesa tutta schierata) che non può essere assolutamente il frutto di una giocata superiore dell'avversario.

Senza voler gettare la croce sui due giallorossi, che avranno senz'altro modo di riscattarsi, ci sembrava però sensato non incentrare sempre una sconfitta sulla categoria diversa a cui si partecipa.

Bisogna trovare bene le cause, ma soprattutto i correttivi. Perche, questo sì, il campionato di B non aspetta. E quando si accumula un ritardo in classifica poi diventa sempre più difficile recuperarlo.

Molti giallorossi sono ancora in una condizione approssimativa (al di la di Okereke, entrato solo nei minuti finali, anche Tumminello appare lontano parente di quello che abbiamo visto l'anno scorso. Senza contare i due terzini e i due centrocampisti centrali) e tanti altri sembrano ancora in “prova”. Da Dalle Mura, alla sua prima presenza stagionale, a Siatounis, appena alla seconda.

Bisogna serrare le fila, avere l'abilità (e la fortuna) di fare le scelte giuste e forse di cambiare qualcosa, anche in termini “numerici” in mezzo al campo.

Ci apprestiamo ad un'altra settimana corta, venerdì arriva l'Hellas Verona dell'ex Marco Baroni. Una corazzata che non ha ancora espresso le sue vere qualità. Occorre giocare anche d'astuzia per renderle la vita difficile.