Il sistema penitenziario italiano è al collasso e la Campania si conferma come una delle realtà più critiche e complesse del Paese. È un quadro drammatico quello tracciato da Samuele Ciambriello, Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Campania e Portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti, a commento dei dati ufficiali del Ministero della Giustizia aggiornati al 3 settembre 2026.
I numeri dell'emergenza su scala nazionale
In Italia si contano attualmente 65.729 detenuti a fronte di una disponibilità reale di soli 46.206 posti. Ne deriva un tasso di affollamento effettivo pari al 142,3%.
Ciambriello evidenzia una discrepanza tra la capienza "teorica" del sistema (stimata in oltre 51mila posti) e quella "effettiva", compromessa da ben 5.006 posti attualmente inagibili tra celle fuori uso e sezioni chiuse.
"La differenza tra carta e realtà si traduce in 19.523 persone in eccedenza stipate in spazi invivibili", denuncia Ciambriello. "Parlare di rieducazione in queste condizioni è un'ipocrisia di Stato: siamo di fronte a una pena che trasfigura in castigo umano degradante".
La situazione in Campania e a Poggioreale
Nel territorio campano la situazione raggiunge livelli di saturazione critici. Attualmente gli istituti di pena della regione ospitano 8.064 detenuti (di cui 430 donne e 952 stranieri). Sul totale della popolazione carceraria regionale, 6.044 persone stanno scontando una condanna definitiva, mentre 1.287 sono in attesa del primo giudizio.
Tra le strutture campane maggiormente sotto pressione spiccano:
Napoli Poggioreale: Supera la soglia critica del 170% di sovraffollamento reale, con 2.302 presenze.
Santa Maria Capua Vetere: Ospita 1.044 detenuti a fronte di una capienza reale di 665 posti.
Salerno: Registra 582 ristretti su 369 posti disponibili.
Benevento: Conta 364 presenze su una capienza reale di 232 posti (con un indice di sovraffollamento che oltrepassa il 152%).
A questa saturazione logistica si aggiunge una cronica e grave carenza negli organici della Polizia Penitenziaria e del personale sanitario.
Le proposte del Garante
Per far fronte a un'emergenza strutturale non più rinviabile, il Garante sollecita l'adozione rapida di interventi deflattivi per ridurre il flusso di ingressi. Tra le misure indicate figurano:
L'ampliamento della liberazione anticipata;
L'incremento del ricorso alle misure alternative alla detenzione;
L'approvazione di provvedimenti di clemenza.
"Non occorrono nuove carceri, ma 'carceri nuove' e misure deflattive sul flusso d'ingresso", conclude Ciambriello, ribadendo che l'emergenza non può continuare a essere affrontata "con il silenzio delle istituzioni".