Napoli

 "Napoli è stata una delle prime esperienze italiane con una coalizione ampia che è poi diventato il cosiddetto campo largo". Con queste parole il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, è intervenuto ad Agrigento in occasione degli Stati generali di Controcorrente e Progetto Civico Italia, rilanciando il valore dell'alleanza tra partiti progressisti e movimenti civici territoriali.

Il modello Napoli e il nodo della concretezza

Nel corso del suo intervento, il primo cittadino partenopeo ha ricordato il traguardo imminente dei cinque anni di amministrazione alla guida del capoluogo campano, definendo l'esperienza di Napoli un vero e proprio laboratorio e apri-pista per le coalizioni d'alternativa.

"È stato un modello che è partito da un'idea: mettere al centro dell'azione amministrativa la concretezza dei problemi e delle risposte", ha spiegato Manfredi. "Governare città come Napoli significa affrontare realtà complesse con tanti problemi sociali ed economici che vanno fronteggiati con politiche di sviluppo e di crescita. Napoli è una delle città che cresce di più negli ultimi 5 anni, ma tutto questo va fatto con coalizioni solide e programmi condivisi".

L'apertura all'esperienza siciliana

Guardando alle dinamiche politiche della Regione Sicilia e sostenendo il percorso intrapreso da Ismaele La Vardera (leader del movimento civico Controcorrente) e Alessandro Onorato (Progetto Civico Italia), Manfredi ha espresso pieno appoggio al metodo di coinvolgimento dal basso:

"Stanno facendo un lavoro importante perché mettono insieme le espressioni dei partiti più consolidati sul fronte progressista. Queste esperienze vanno contaminate con le componenti civiche e moderate-riformiste che arricchiscono la proposta politica e la legano alle radici territoriali. Non è più possibile governare realtà complesse, come la Sicilia, essendo staccati dal territorio e dai bisogni della comunità. La strada di La Vardera e Onorato, ossia ripartire dal basso, è quella giusta".