Benevento

Dopo le forti proteste che hanno caratterizzato la sfida tra Ascoli e Benevento, è arrivata puntuale l'analisi di Gianpaolo Calvarese su calvar.it. e pubblicato anche sul sito della Lega di B. 

Per chi non lo ricordasse, Calvarese della sezione di Teramo, 50 anni, è un ex arbitro di calcio italiano. In carriera ha diretto 157 partite in Serie A nell'arco di tredici stagioni, dal 2008-2009 al 2020-2021.

Calvarese è intervenuto in maniera netta sugli episodi di Ascoli-Benevento ed il suo non è stato un giudizio estremamente lusinghiero per Ayroldi.

Il rigore dato e poi cancellato

“Partiamo dal primo episodio: l’arbitro Ayroldi fischia un calcio di rigore su De Pieri che, dalle immagini, davvero non si vede. Poi viene richiamato dal VAR per una trattenuta reciproca al centro dell’area, tra Scognamillo e Chakir, addirittura prima che parta il pallone. Di fatto, un doppio pasticcio: dell’arbitro, che assegna un rigore che non c’è, e del VAR, che lo richiama per mostrargli una trattenuta reciproca”.

E poi quel penalty di Kouan: “Un rigorino”

Sul rigore poi effettivamente concesso, invece, parliamo di un “rigorino”, per usare un eufemismo. Sicuramente sotto la soglia che si sta cercando di tenere e che, almeno finora, sta piacendo non soltanto a me, ma anche agli allenatori. Qui vedo semplicemente un braccio (quello di Kouan) appoggiato su Corradini. Quest'ultimo non prova neanche ad andare avanti: si lascia cadere con grande facilità e l’arbitro concede il calcio di rigore. Con un’aggravante: una volta fischiato dal campo, diventa molto difficile, se non quasi impossibile, revocarlo al VAR”.