Benevento

 Danni alle colture, aumento della presenza della fauna selvatica e difficoltà nella gestione delle carcasse. Sono le principali criticità emerse nel confronto sul contenimento della specie, rilanciate dal presidente dell’ATC Benevento Carmine Fusco, intervenuto il 5 settembre a Cusano Mutri all’incontro “Cinghiali in Italia: 25 anni di contenimento”, al quale hanno partecipato rappresentanti del mondo accademico e istituzionale della Campania e di numerose altre regioni italiane.

Fusco ha posto l’accento soprattutto sul ruolo dei cacciatori nella gestione della popolazione, evidenziando però come nel Sannio l’attività rischi di rallentare nel corso della stagione a causa delle difficoltà successive all’abbattimento.

«I cacciatori rappresentano una componente fondamentale per il contenimento – sottolinea Fusco – ma non possiamo chiedere loro di intervenire e poi lasciarli soli davanti a una macchina burocratica complessa. Nel corso della stagione, le difficoltà legate all’utilizzo della carne e allo smaltimento delle carcasse finiscono per scoraggiare molti operatori, con il rischio di fermare l’attività proprio quando sarebbe maggiormente necessaria».

Per il presidente dell’ATC Benevento è quindi necessario un intervento della Regione per costruire una filiera della carne, con procedure più semplici e regole chiare.

«Dobbiamo creare le condizioni affinché i cacciatori possano svolgere il proprio ruolo senza inutili ostacoli. La carne, attraverso i necessari controlli sanitari e veterinari, può essere valorizzata nella trasformazione, nella conservazione e nella ristorazione delle aree interne. Servono inoltre incentivi alle aziende che decidono di utilizzarla».

«In questo modo – conclude Fusco – possiamo affrontare con maggiore efficacia il problema, tutelare gli agricoltori dai danni alle colture e trasformare una criticità in una possibile risorsa economica per le aree interne».