Avellino

L'inizio quattordici anni fa. Un lungo lasso di tempo che significa volti, persone, luoghi ed abitudini che diventano parte della propria vita. Fino al momento in cui c'è da scrivere un'altra pagina che una nuova e più importante esperienza può offrire.

E' pronta ad affrontarla il giudice avellinese Francesca Telaro dopo la promozione come consigliere della Corte di appello di Napoli. Questa mattina il saluto ad un mondo, quello del Tribunale di Benevento, che per quattordici anni è stato anche il suo, la sua “seconda casa”. Il pensiero corre all'esordio a Guardia Sanframondi, dove “una impiegata mi consegnò un mazzo di chiavi. Pensavo fossero dell'aula, mi rispose che erano del Tribunale, e che avrei dovuto chiudere appena finito...”.

E' visibilmente emozionata, le parole che ha scritto trasudano sentimenti inevitabilmente contrastanti. Si definisce “fortunata, ho incrociato lungo il mio cammino Daniela Fallarino e Simonetta Rotili, due colleghe con le quali è nato un legame speciale dl punto di vista umano”, ricorda i tanti processi celebrati in materia di fasce deboli, criminalità e pubblica amministrazione, quel collegio del Tribunale 'rosa', tutto al femminile, di cui ha fatto parte con le altre.

Telaro ringrazia tutti: i magistrati del Tribunale, che elenca nominalmente – farà altrettanto anche con i cancellieri-, della Procura, con uno spazio speciale riservato al presidente della Sezione penale, Sergio Pezza (insieme nella foto di apertura), “per la sua grande generosità”. E ancora: il personale, la sua famiglia, con un riferimento bellissimo alla mamma ed al papà, ai valori che le hanno trasmesso. Il presidente del Tribunale, Michele Russo, ne esalta la “capacità di esser solidale con i colleghi”, Pezza “il lavoro che ha svolto per la comunità giudiziaria, la sua attenzione a tutte le ragioni”, e, soprattutto, il fatto “che abbia sempre avuto a cuore il bene dell'ufficio”. Perderla – aggiunge- “è un danno, lei è migliore come persona, se possibile, che come magistrato”.

Esprimono “gratitudine” i presidenti dell'Ordine degli avvocati, Stefania Pavone (“L'avvocatura ha imparato a conoscere il suo garbo, la sua gentilezza, il rigore, il rispetto nei nostri confronti”) e della Camera penale, Nico Salomone (“Io c'ero quando ha cominciato a Guardia, ho sempre apprezzato la gestione impeccabile delle intemerate di qualche collega. E' stata sempre severa, un giudice preparato ed ascoltante”).

Il procuratore Nicola D'Angelo, che è a Benevento da pochi mesi, apprezza “la bella atmosfera che si respira”: il riferimento non è di natura meteorologica visto il caldo torrido nell'aula 1, ma alle tante presenze, un dato “non scontato”. Ammette di non cooscere molto la dottoressa Telaro, ma riferisce “le attestazioni di apprezzamento nei suoi confronti raccolte in Procura”. 

Il sostituto procuratore Maria Colucci, presidente della sezionee Anm di Benevento, rimarca "il suo ruolo come segretario dell'Associazione. E' stata un punto di rifermento, la collega che tutti dovrebbero avere", la dirigente amministrativa Valentina Caserta il rapporto tra i dipendenti e il giudice Telaro.

Il presidente del primo collegio, Simonetta Rotili, la indica come “esempio di equilibrio ed armonia, di serietà, di gentilezza non solo formale”. Non nasconde la “nostalgia per le cose del passato, ma anche la gioia per la promozione di Francesca, che del collegio 'rosa' è stata la punta di diamante”.

Il giudice Telaro abbassa la testa, si porta le mani al volto, si schermisce. E' sempre stata così; refrattaria ad ogni forma di protagonismo. Buona fortuna.