Una delle partite più difficili della stagione nel momento più delicato per la strega. L'Hellas Verona ha una struttura già da serie A, con autentici “crack” per un campionato cadetto. Dal bomber Mulattieri, al capoverdiano Livramento, dal prestito del Como Le Borgne all'ex salernitano Bradaric, elementi di lusso per la B, con il fiore all'occhiello di una panchina d'oro, che può contare sullo slovacco Suslov, sul polacco Dawidowicz, sull'ex Sassuolo Iannoni, corteggiato a lungo anche dal Benevento, sul cipriota ex Juve Kastanos, fino all'enfant prodige Cerbone, un 2007 preso dall'Ascoli che ha giocato l'anno scorso nel Casarano e che domenica si è regalato una doppietta contro l'Arezzo.
L'ex Baroni aspetta ancora una squadra libera di testa
Sulla panchina Marco Baroni, con la sua proverbiale saggezza, che ha accettato di ripartire dalla B dopo le splendide stagioni in massima serie. 4-2-3-1 per il tecnico che portò per la prima volta nella storia il Benevento in serie A. Contro l'Arezzo il suo Hellas ha sofferto per un tempo, fino all'espulsione del difensore ex Fiorentina Illanes, poi si è sciolto ed ha regalato gran calcio. “Siamo stati un po' compassati in avvio – ha detto Baroni – ma poi quando abbiamo alzato i ritmi la squadra si è sciolta. La squadra deve un po' liberarsi, sto aspettando la sosta perchè abbiamo tante piccole difficoltà. Il mercato ci ha portato giocatori con poco minutaggio e la sosta ci permetterà di uniformare il lavoro”.
Il Benevento deve rimettere a posto le idee, scegliere se schierarsi a specchio ancora con il suo modulo preferito o cambiare qualcosa, sia in termini di assetto che di scelte dei singoli.
Floro chiamato a fare degli aggiustamenti
Floro Flores sa bene che c'è qualche aggiustamento da fare, non fosse altro per il fatto che bisognerà sostituire Prisco, che ha un turno di squalifica da scontare. Il tecnico potrebbe scegliere un nuovo compagno di viaggio per capitan Maita in mezzo al campo e lasciare tutto il resto inalterato. O pensare a qualche variazione sul tema, magari aggiungendo un centrocampista e facendo a meno di uno dei tre trequartisti della linea avanzata del 4-2-3-1. E' il momento di affidarsi al pragmatismo, occorre cominciare a fare punti pesanti, senza farsi prendere dal panico, ma consapevoli che più svantaggio si accumula e più difficile sarà poi la rincorsa. E' giusto che si aspetti il momento migliore per utilizzare elementi del calibro di Okereke o anche del giovane Mannini, ma se sono davvero giocatori che possono consentire il salto di qualità, bisogna avere il coraggio di mandarli in campo anche subito. Una revisione attenta e opportuna in ogni reparto, senza pensare per forza ad una rivoluzione. Solo avvicendamenti che il tecnico saprà certamente studiare e proporre contro un avversario che è di una spanna superiore a gran parte delle avversarie di questo campionato, ma che – anche a detta di Baroni – ha ancora qualcosa da risolvere sul piano della condizione e della compattezza.