Benevento

"Proprio nel giorno in cui davanti al TAR Campania si discute il ricorso di Benevento Biometano contro i provvedimenti del Comune, una nuova ordinanza dirigenziale modifica significativamente il quadro delineato dal 16 giugno e consente il completamento dell’impianto di contrada San Domenico, nel rispetto di specifiche prescrizioni ambientali".
Così i consiglieri comunali di opposizione Giovanna Megna, Luigi Diego Perifano, Floriana Fioretti, Raffaele De Longis,  Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Angelo Miceli, Marialetizia Varricchio che proseguono "Una decisione che pone interrogativi importanti. Perché il Comune cambia oggi, e così profondamente, l’impostazione dell’ordinanza del 16 giugno, adottata dopo le criticità rilevate da ARPAC, senza aver ancora fornito alla città una ricostruzione chiara di quanto accaduto?
Le segnalazioni dei cittadini sui miasmi risalirebbero a novembre, mentre i primi interventi degli organi di controllo risalirebbero a febbraio. Già a maggio l’opposizione chiedeva verifiche e trasparenza. Perché, dunque, si è atteso tanto prima di intervenire sull’accumulo di ingenti quantità di biomasse, peraltro in un impianto che risulta ancora un “cantiere” in fase di completamento?
E soprattutto: dove sono state conferite le biomasse già rimosse? Quali impianti le hanno ricevute, con quali autorizzazioni e quali controlli? Dove saranno trasferite quelle che la società non può più stoccare a San Domenico? La tracciabilità di questi materiali deve essere garantita.
Va inoltre chiarito se esista un rapporto tra la gestione delle biomasse, le criticità registrate nell’area di Ponte Valentino, il depuratore gestito da Multiservice ASI e gli eventi che hanno interessato il fiume Calore. Non affermiamo l’esistenza di una relazione causale: chiediamo che venga verificata e resa pubblica.
Al centro resta la salute pubblica. Quali controlli autonomi ha effettuato il Comune sulle possibili ricadute su cittadini, territorio, attività agricole e animali? Se ARPAC non ha potuto effettuare ulteriori analisi o rendere disponibili alcuni atti per ragioni legate a un’indagine giudiziaria, questo non può significare assenza di informazioni. Il Comune deve attivare tutti gli strumenti di propria competenza e coinvolgere gli enti tecnici necessari.
Non basta dire che non emergono pericoli perché nessuna autorità li ha segnalati. Occorre poter dire ai cittadini: abbiamo verificato, abbiamo controllato e abbiamo dati sufficienti per spiegare cosa sta accadendo.
Nessun allarmismo, nè polemica ma dati, controlli, responsabilità e trasparenza. La pendenza di un procedimento penale non sospende i doveri dell’Amministrazione, così come le competenze di altri enti non possono diventare un alibi per il Comune. Il Sindaco, quale autorità sanitaria locale, ha precise responsabilità nella tutela della salute della comunità.
Chiediamo quindi che siano immediatamente resi pubblici tutti gli atti, le analisi, i verbali dei sopralluoghi, le prescrizioni, il cronoprogramma di adeguamento e la documentazione sulla movimentazione delle biomasse, con indicazione degli impianti di destinazione.
Infine, il Comune convochi senza ulteriori indugi il Consiglio comunale richiesto il 26 luglio.
La città ha diritto di sapere. Sulla salute e sull’ambiente non può esserci un rimpallo di responsabilità: servono dati, controlli e responsabilità istituzionali. Perché quanto accaduto non si ripeta".