La terra continua a sollevarsi nell’area dei Campi Flegrei. Nella zona di massima deformazione il ritmo è di circa un centimetro al mese, secondo quanto emerge dall’ultimo bollettino settimanale di sorveglianza dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv.
Nel periodo compreso tra il 31 agosto e il 6 settembre, nell’area dei Campi Flegrei sono stati localizzati 13 terremoti di magnitudo superiore a 0.0, con una magnitudo massima pari a 1.6.
Sul fronte delle deformazioni del suolo, fenomeno caratteristico del bradisismo, non si evidenziano variazioni significative successive al terremoto di magnitudo 4.7 del 31 luglio scorso e al relativo sciame sismico.
Dall’inizio di febbraio 2026, nell’area viene registrata una velocità di sollevamento del suolo con un valore medio mensile di circa 10 millimetri. Il sollevamento complessivo rilevato alla stazione GNSS di Rione Terra, nel centro storico di Pozzuoli, è di circa 31 centimetri da gennaio 2025. Considerando la discontinuità cosismica registrata il 31 luglio, il sollevamento totale dal 2025 è invece di circa 30 centimetri.
I dati geochimici
Anche i parametri geochimici monitorati nell’ultima settimana confermano i trend di lungo periodo relativi al sistema idrotermale, caratterizzato da un progressivo riscaldamento e dall’aumento dei flussi già osservato.
Particolare attenzione viene riservata alla fumarola Bocca Grande, nel cratere della Solfatara. Negli ultimi anni la temperatura ha mostrato un significativo incremento. Nel periodo di riferimento, il valore medio si è mantenuto stabile intorno ai 173 gradi Celsius.
Nell’area di Pisciarelli, sul versante esterno nord-orientale della Solfatara, dove negli ultimi anni sono state osservate le maggiori variazioni nel processo di degassamento, i valori del flusso di CO2 dal suolo registrati nell’ultima settimana non hanno evidenziato variazioni significative rispetto ai periodi precedenti.
I valori restano quindi nel quadro del trend pluriennale di aumento del flusso di CO2 osservato nell’area.