Napoli

«Maria è l’aurora che annuncia il giorno e oggi chiede a noi di prestarle i nostri piedi». È uno dei passaggi centrali dell’omelia del cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, durante la messa per la Festa della Madonna di Piedigrotta.

Un’omelia che ha legato la devozione mariana alla responsabilità concreta della comunità cristiana e della città, attraverso un invito a trasformare la fede in impegno quotidiano. «Chiede alla nostra Chiesa, a questa nostra Napoli, di essere la scarpa che le manca», ha detto Battaglia, chiedendo ai fedeli di diventare «un canto di carità, versi viventi scritti sulle strade del riscatto e della giustizia».

Nel messaggio dell’arcivescovo anche un forte richiamo alla pace, intesa non come una semplice parola o uno slogan, ma come una scelta concreta nei confronti di chi vive situazioni di sofferenza. «Ci chiede di portare la pace non come uno slogan astratto, ma come un bacio sulla fronte di chi soffre, una mano tesa a chi è caduto, un abbraccio che non chiede spiegazioni ma offre rifugio».

Poi lo sguardo si è rivolto direttamente a Napoli. Una città che, secondo Battaglia, deve saper guardare oltre la dimensione esteriore della festa. «Napoli, città dal cuore immenso, solleva il tuo sguardo: questa festa non è una parentesi di luci colorate per dimenticare i tuoi inverni, ma è la primavera dello Spirito che vuole fiorire tra le tue pietre».

La devozione, dunque, come capacità di interrogare la realtà e di non restare indifferenti. «La vera devozione è un canto che disturba l’indifferenza. È un canto che rompe il silenzio della complicità», ha sottolineato il cardinale.

Nel corso dell’omelia Battaglia ha quindi affidato a Maria le diverse fragilità della comunità: «Portiamo a Maria stasera il canto spezzato degli innocenti, la solitudine dei vecchi rimasti dietro le finestre chiuse, l’energia inquieta e meravigliosa dei nostri giovani».

Da qui la richiesta di «occhi nuovi», capaci di riconoscere il bene anche nelle situazioni più difficili: «Occhi capaci di scorgere le perle nascoste nel fango, il bene silenzioso che germoglia nei cuori di chi, ogni giorno, sceglie l’onestà, sceglie l’accoglienza, sceglie l’amore senza fare rumore».

Infine, un messaggio rivolto direttamente ai giovani, indicati come protagonisti del futuro della città: «E voi, ragazzi, sentinelle di questa terra: camminate liberi, scrivete con la vostra vita la pagina più bella che questa città sta aspettando».