“Il violento nubifragio che ha colpito Benevento e diversi comuni del Sannio conferma, ancora una volta, quanto sia urgente cambiare approccio nella gestione del rischio idrogeologico e degli effetti del cambiamento climatico. Non possiamo limitarci a intervenire dopo ogni emergenza: dobbiamo essere in grado di prevenire, programmare e mettere in sicurezza il territorio”. A sostenerlo è il consigliere regionale Fernando Errico, intervenendo dopo l’ondata di maltempo che ha provocato allagamenti, smottamenti e disagi alla circolazione nel capoluogo e in diversi centri della provincia. Il Sannio è stato interessato da fenomeni meteorologici particolarmente intensi, con conseguenze che hanno riguardato anche il comparto agricolo, dai vigneti alle altre colture, fino alle strutture delle aziende. A Castelvenere, in particolare, le forti precipitazioni hanno provocato danni significativi ai vigneti alla vigilia della vendemmia. “Siccità prolungate, temperature elevate e, improvvisamente, precipitazioni violentissime concentrate in pochi minuti- sottolinea Errico- stanno modificando profondamente l’equilibrio del nostro territorio. Il problema non riguarda soltanto la sicurezza delle persone e la tenuta della viabilità, ma investe direttamente il sistema produttivo sannita. L’agricoltura è tra i settori maggiormente esposti: vigneti e oliveti rappresentano una parte fondamentale dell’economia e dell’identità del Sannio e non possiamo permettere che eventi sempre più frequenti e imprevedibili compromettano il lavoro di intere aziende”. L’ultimo episodio registrato a Benevento ha evidenziato ancora una volta la fragilità di alcune aree urbane e della rete viaria. La pioggia intensa, accompagnata da grandine e forti raffiche di vento, ha provocato allagamenti in diverse zone della città, con particolari criticità in piazza Risorgimento, viale Mellusi e lungo la Statale 90 bis, dove si sono registrati anche fenomeni di smottamento. “La vera sfida è anticipare i rischi e non rincorrere le emergenze- afferma- servono investimenti sulla manutenzione del territorio, sulla rete idraulica, sulla regimentazione delle acque, sulla sicurezza dei versanti e sulla viabilità. Ma serve anche una maggiore capacità di sostenere il mondo agricolo. Dobbiamo facilitare l’accesso alle assicurazioni contro gli eventi atmosferici estremi, soprattutto per le piccole e medie imprese, e rendere più rapidi ed efficaci gli strumenti di ristoro quando si verificano danni rilevanti”. “Per questo - conclude- dobbiamo trasformare l’emergenza in programmazione, i danni in prevenzione e la vulnerabilità in capacità di resilienza. La Regione, insieme agli enti locali, alle organizzazioni agricole e al sistema produttivo, deve costruire una strategia di lungo periodo per proteggere il territorio, le persone e il lavoro”.
Maltempo, Errico: cambiamenti climatici impongono nuova strategia di prevenzione
Cambiare approccio nella gestione del rischio idrogeologico
Redazione Ottopagine