Giornata di dolore a Genova, dove un bambino di cinque anni ha perso la vita dopo essere precipitato dal terzo piano di un edificio nel quartiere di Begato, sulle alture della Val Polcevera. La tragedia è avvenuta mercoledì 9 settembre, poco prima dell'ora di pranzo, in via Remigio Vigliero.
L'allarme ha fatto scattare immediatamente la macchina dei soccorsi. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, insieme ai Vigili del fuoco e agli agenti della Polizia di Stato. Le condizioni del piccolo sono apparse fin dai primi istanti disperate. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma i gravissimi traumi riportati nella caduta non gli hanno lasciato scampo.
La madre soccorsa dopo la tragedia
Pochi minuti dopo sul luogo dell'incidente è arrivata anche la madre del bambino. La donna, di fronte a quanto accaduto, è stata colta da un malore ed è stata assistita dal personale sanitario. Le ricostruzioni diffuse nel pomeriggio riferiscono che i genitori sono stati sottoposti alle cure dei medici in stato di forte shock.
Una scena drammatica che ha sconvolto il complesso residenziale e gli abitanti della zona, mentre gli investigatori hanno iniziato a raccogliere le testimonianze di vicini e persone presenti al momento della caduta.
La dinamica è ancora da chiarire
Gli accertamenti sono affidati alla Squadra mobile. Uno dei punti centrali dell'inchiesta riguarda ciò che è accaduto all'interno dell'abitazione negli istanti precedenti alla tragedia e la presenza o meno di adulti con il bambino.
Le prime ricostruzioni non coincidono completamente sul punto dal quale il piccolo sarebbe precipitato. Alcune fonti parlano di un balcone, altre di una finestra dell'appartamento al terzo piano. Proprio per questo gli investigatori stanno svolgendo rilievi nell'abitazione e acquisendo ogni elemento utile a stabilire con precisione la sequenza dei fatti.
Secondo alcune testimonianze raccolte nelle prime ore, il bambino potrebbe essersi sporto prima di perdere l'equilibrio, ma si tratta di un'ipotesi che deve ancora trovare conferma. Al momento non risultano ricostruzioni definitive da parte degli inquirenti.
L'età corretta dopo le prime informazioni
Anche sull'età del bambino nelle prime fasi dell'emergenza sono circolate indicazioni differenti. Alcune notizie iniziali parlavano di otto anni, mentre gli aggiornamenti successivi dell'ANSA e di fonti locali hanno indicato l'età di cinque anni.