I gravi problemi ambientali legati ai miasmi provenienti dal depuratore dell'area industriale di Nusco non possono più essere ignorati. Dopo mesi di disagi e proteste da parte dei cittadini dell'Alta Irpinia, la questione è approdata in Prefettura, dove il prefetto Franca Fico ha convocato un tavolo istituzionale con sindaci del territorio, Regione Campania, ARPAC, forze dell'ordine, ASI e rappresentanti dei comitati.
Al centro dell'incontro, la necessità di individuare soluzioni immediate per contenere l'impatto odorigeno e definire un percorso di monitoraggio in attesa delle verifiche tecniche dell'ARPAC.
La proposta del Comune di Lioni
Il sindaco di Lioni ha annunciato che la proposta avanzata dal suo Comune è stata accolta durante il vertice: l'istituzione di un tavolo permanente che riunisca con continuità istituzioni, tecnici e rappresentanti dei cittadini. L'obiettivo è seguire l'evoluzione della situazione fino alla conclusione dell'istruttoria dell'ARPAC, la cui relazione dovrebbe essere pronta entro circa due settimane.
Tra le richieste avanzate figura anche la sospensione temporanea del cosiddetto "conto terzi", ovvero il trattamento di reflui provenienti da altri impianti, indicato come una delle possibili cause dell'aggravamento delle criticità registrate durante l'estate.
"Questo territorio convive con il problema da circa trent'anni", ha ricordato il primo cittadino, sottolineando come sia ormai indispensabile procedere all'ammodernamento dell'impianto. Un intervento che, secondo quanto riferito dal presidente dell'ASI, dovrebbe comprendere la copertura delle vasche e il potenziamento del depuratore industriale.
Bonavitacola: "Prima le verifiche dell'ARPAC"
Alla riunione ha preso parte anche l'assessore alle Attività produttive, Fulvio Bonavitacola, che ha invitato ad attendere le relazioni definitive dell'ARPAC e degli uffici competenti prima di assumere decisioni definitive.
Le verifiche dovranno accertare sia le cause delle emissioni odorigene sia eventuali non conformità dei reflui trattati rispetto ai limiti previsti dalla normativa ambientale. Secondo Bonavitacola, il trattamento di conferimenti da terzi potrebbe aver sottoposto l'impianto a uno stress operativo per il quale non era stato originariamente progettato.
"L'impatto odorigeno rende insostenibile la qualità della vita in un territorio bellissimo come questo", ha affermato l'assessore, assicurando la disponibilità della Regione a sostenere economicamente eventuali ulteriori adeguamenti, qualora si rendessero necessari.
Il nodo del conto terzi
La sospensione del conto terzi resta una delle ipotesi sul tavolo, ma la decisione sarà subordinata agli esiti delle verifiche tecniche.
Bonavitacola ha evidenziato come il provvedimento potrebbe alleviare alcune criticità ambientali, pur comportando conseguenze sul piano della sostenibilità economica dell'impianto. "La priorità è la tutela di ambiente e salute", ha ribadito, pur auspicando una soluzione che riesca a conciliare la salvaguardia del territorio con le esigenze produttive.
I lavori già finanziati
La Regione Campania ha già destinato circa cinque milioni di euro agli interventi sul depuratore di Nusco, opere che dovrebbero entrare a breve nella fase di appalto.
L'auspicio, emerso al termine del vertice, è che gli investimenti programmati, insieme agli eventuali adeguamenti individuati dall'ARPAC, consentano di mettere definitivamente fine a una problematica che da decenni incide sulla qualità della vita dei residenti dell'Alta Irpinia.