Serata di gala. Il piccolo ma visionario Como scrive la storia. I lariani si apprestano a debuttare per la prima volta nella propria storia in Champions League. La sfida con il Lipsia rappresenta il punto d’arrivo di un progetto nato sotto la stella della ricchissima famiglia Hartono ma portato avanti con forza e perseveranza, affidandosi a uomini di calcio, assegnando ad un centrocampista illuminato prima e allenatore moderno poi come Cesc Fabregas il progetto tecnico. Come figure apicali personaggi come Mirwan Suwarso, manager indonesiano di 55 anni, presidente del Como dal 2024. È l’uomo di fiducia della ricchissima famiglia Hartono, proprietaria del club dal 2019. Uomo di spessore ma anche di profondo rispetto per la storia del Como. Una dimostrazione? Lasciare il suo posto in tribuna per la serata più importante della storia del club ad un tifoso anziano, supporter da sempre dei lariani. Il perché? “Perché per Como è un giorno storico ed è giusto che lo viva chi lo segue da sempre e non ha trovato il biglietto, visto che abbiamo dovuto ridurre la capienza a 10mila posti. Io vedrò la partita dove potrò”, spiega in un’intervista a La Repubblica.
“Salerno può avere attrattività”
Suwarso analizza il calcio italiano e, a sorpresa, riabilita anche l’immagine di Salerno. L’ha respirata prima della vittoriosa trasferta di Napoli (nella foto in compagnia di Salvatore Gagliano nel suo soggiorno in Costiera). “Che cos’ha la Premier rispetto a noi? I soldi. Ma noi abbiamo storia, arte, cibo e passione. Squadre di città belle come Lecce o Salerno possono avere grande attrattiva”. Poi si sofferma sul suo Como, con messaggi che indirettamente richiamano anche a ciò che doveva essere a Salerno e non è stato: “Un conto è l’immagine che vogliamo diffondere nel mondo, ma il Como è dei comaschi, è per questo che in curva i prezzi sono gli stessi di quando eravamo in C. Ci consideriamo ospiti, non proprietari, l’identità locale deve restare autentica”.