La Campania raggiunge un nuovo traguardo nell’attuazione del Pnrr sanitario. Al 31 agosto 2026 sono entrati in funzione altri quattro Ospedali di Comunità, portando a 31 il numero complessivo delle strutture attivate dall’avvio dell’investimento. La Giunta regionale della Campania, riunita a Palazzo Santa Lucia, ha preso atto del raggiungimento del target previsto per questa fase del programma.

Si consolida così la rete dell’assistenza sanitaria intermedia, uno dei pilastri della riorganizzazione territoriale prevista dalla Missione 6 Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Gli Ospedali di Comunità sono strutture destinate soprattutto a pazienti che necessitano di cure a bassa intensità clinica e rappresentano un punto di raccordo tra l’assistenza domiciliare, i servizi territoriali e gli ospedali tradizionali.

La rete sanitaria cresce sul territorio

Il percorso della Campania aveva già registrato una forte accelerazione nei mesi precedenti. Alla fine di luglio risultavano attivi 27 Ospedali di Comunità. Con le quattro nuove aperture di agosto il totale sale ora a 31. Il programma regionale prevede complessivamente la realizzazione di 45 strutture di questo tipo, distribuite sul territorio e affidate alle aziende sanitarie locali in qualità di soggetti attuatori.

La Regione sottolinea che si tratta di presidi rinnovati, interconnessi e dotati delle attrezzature tecnologiche previste dal programma nazionale. L'obiettivo è spostare una parte crescente dell'assistenza fuori dai grandi ospedali, riducendo i ricoveri evitabili e garantendo una maggiore continuità delle cure ai pazienti che non necessitano di assistenza specialistica ad alta intensità.

Prosegue parallelamente anche l'attivazione delle Case della Comunità. Al 31 agosto sono entrate in esercizio altre 12 strutture, che portano a 154 il numero complessivo di quelle operative dall'inizio dell'investimento. Alla fine di luglio erano 142. Il piano regionale ne prevede 169, finanziate attraverso le risorse della Missione 6 del Pnrr.

Le Case della Comunità sono pensate come punti di accesso di prossimità al sistema sanitario, con équipe multiprofessionali e servizi destinati alla presa in carico continuativa della persona. La loro diffusione rappresenta uno degli elementi centrali del nuovo modello di assistenza territoriale.

Cinque milioni per dipendenze, autismo e anziani

La seduta della Giunta regionale non si è limitata agli investimenti sanitari del Pnrr. Sono stati destinati anche 5 milioni di euro di risorse regionali a tre interventi in campo sociale e sociosanitario.

Due milioni serviranno a garantire continuità e rafforzamento ai servizi per le dipendenze sviluppati dall'Asl Napoli 1 Centro con il contributo degli enti del terzo settore. Un milione sarà invece destinato alle attività assistenziali dell'Asl Caserta rivolte ai minori in età di transizione con disturbo dello spettro autistico.

Altri due milioni finanzieranno un progetto sperimentale destinato alle aree interne della Campania, con l'obiettivo di contrastare la solitudine degli anziani e i fenomeni di invecchiamento precoce. Il programma prevede iniziative sociali, culturali e di compagnia realizzate dagli Ambiti sociali territoriali insieme a soggetti con esperienza nel settore, che saranno individuati attraverso una manifestazione di interesse.

Più risorse per i Percorsi sociali di comunità

La Regione ha inoltre incrementato i fondi destinati al programma Percorsi sociali di comunità, realizzato dalla Fondazione Campania Welfare - Asp. Ai 924.073,94 euro già programmati vengono aggiunti 266.283,92 euro provenienti dalle risorse residue del Bilancio regionale 2026.

Il valore complessivo del programma raggiunge così 1.190.357,86 euro. Le attività sono rivolte in particolare a minori, adolescenti e famiglie, comprese persone con disabilità e migranti. Il programma comprende sostegno scolastico, supporto psicologico e iniziative educative, culturali, sportive e inclusive.

Il rafforzamento contemporaneo delle infrastrutture sanitarie e dei servizi sociali segna quindi un ulteriore passaggio nella costruzione della rete territoriale prevista dalla programmazione regionale. La sfida, dopo il raggiungimento dei target intermedi, sarà rendere pienamente operative tutte le strutture previste e trasformare gli investimenti in servizi stabilmente accessibili ai cittadini.