L’inquinamento atmosferico è un fattore di rischio riconosciuto di malattie cardio-metaboliche. Numerosi studi stabiliscono un legame con la resistenza all’insulina, il diabete e l’obesità.
Anche se l’inquinamento atmosferico è un mix complesso di gas e di particelle, molti di questi effetti sulla salute sono principalmente attribuiti alle polveri sottili (PM2,5). Le persone in sovrappeso possono essere particolarmente vulnerabili all’inquinamento atmosferico.
Innanzitutto gli effetti nocivi dell’inquinamento dell’aria implicano a priori percorsi di stress ossidativo già danneggiati in situazione di obesità. E poi questi pazienti inalano più aria (ventilazione aumentata) in rapporto ai loro omologhi di peso normale. In questo studio si è trattato di esaminare la relazione tra l’esposizione a lungo termine all’inquinamento dell’aria, notoriamente al carbone nero (C), alle polveri sottili (PM2,5) e al diossido di azoto (NO2), e la massa grassa totale, la massa grassa viscerale e la massa magra in adulti anziani in situazione di sovrappeso o di obesità, e affetti da sindrome metabolica. Sono stati inclusi 1454 adulti (54-75 anni; 48% donne) venuti dall’esperienza PREDIMED-Plus in Spagna.
Essi hanno beneficiato di una misura della composizione corporea (DEXA scan) iniziale al momento del reclutamento (2013-2016), e successivamente a uno e tre anni. L’esposizione annuale all’inquinamento atmosferico è stata determinata nella residenza iniziale dei partecipanti. I risultati sono stati stratificati secondo il sesso, l’età e l’attività fisica. Questo studio condotto in persone anziane in sovrappeso o obese, e affette dalla sindrome metabolica suggerisce che un’esposizione prolungata e importante all’inquinamento atmosferico è associata ad una massa grassa più elevata e ad una massa magra più scarsa, tanto all’inizio che dopo 3 anni di controlli, in particolare per il carbone nero, un inquinante legato al traffico stradale.
Nelle analisi stratificate per età, le associazioni con la massa grassa viscerale sono state osservate unicamente nei partecipanti di meno di 65 anni. Globalmente questi risultati sottolineano l’importanza di considerare l’inquinamento atmosferico come un fattore associato alla composizione corporea e mettono in evidenza la necessità di condurre degli studi longitudinali complementari, al fine di evitare l’accumulo di grasso e la perdita della massa magra, fenomeni che rappresentano i meccanismi biologici in persone metabolicamente vulnerabili.