Un avvio di anno scolastico rovente, segnato non solo dall'emozione del ritorno tra i banchi ma da una vera e propria emergenza climatica strutturale. A denunciare lo stato di profonda criticità in cui versano gli istituti della regione è un'indagine congiunta condotta da Legambiente Campania e dall'Unione degli Studenti (Uds), racchiusa nel dossier dal titolo eloquente: "Che caldo che fa a scuola".
Il report inchioda le istituzioni a responsabilità precise, raccogliendo le testimonianze dirette di 1.500 persone - tra studenti, docenti e personale ATA - distribuite capillarmente nelle cinque province campane. I dati emersi delineano un quadro allarmante circa le condizioni microclimatiche degli edifici scolastici e i pesanti riflessi sulla quotidianità didattica.
Il sondaggio: oltre il 90% delle aule è un "forno"
I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni di sorta. Più di nove intervistati su dieci definiscono le aule del proprio istituto come estremamente calde o addirittura "insopportabili" nei periodi di forte calore. Nel dettaglio, il 48,7% del campione bolla le temperature come "insopportabili" nelle giornate di fine estate e inizio autunno, mentre il 46,3% evidenzia come il caldo renda estremamente difficile studiare o lavorare. Una percentuale residuale, appena lo 0,8%, giudica il microclima interno "confortevole".
A fronte di un'ondata di calore che non rappresenta più un'eccezionalità meteorologica ma una costante strutturale, le risposte tecnologiche degli edifici approno drammaticamente carenti: oltre la metà degli intervistati dichiara di non disporre di alcun sistema di mitigazione delle temperature.
L'analisi evidenzia inoltre una spaccatura interna agli edifici scolastici: quasi un intervistato su due segnala che i sistemi di raffrescamento sono un privilegio riservato esclusivamente agli uffici amministrativi e alla dirigenza, mentre appena il 4,2% riferisce che l'aria condizionata o sistemi analoghi siano presenti in tutte o quasi tutte le aule didattiche.
L'affondo di Legambiente: "Il Ministero certifichi il vuoto impiantistico"
Sul banco degli imputati siede la totale inadeguatezza del patrimonio edilizio scolastico regionale. Durissimo il commento di Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania: “In Italia, e in particolare in Campania, il caldo estremo non rappresenta più un fenomeno eccezionale ma una condizione strutturale, che incide direttamente sulla salute, sulla sicurezza e sulla qualità dell'apprendimento”, dichiara la presidente. “I dati del portale unico del Ministero dell'Istruzione mostrano come oltre il 90% degli edifici scolastici regionali sia privo di impianti di climatizzazione, con nessuna provincia che supera il 12% di edifici attrezzati”.
La voce degli studenti: "Ritorno a scuola insostenibile"
A rincarare la dose è la componente studentesca, che chiede interventi immediati e non più prorogabili per garantire il diritto allo studio in ambienti salubri. “Come studenti e studentesse, riteniamo che il ritorno a scuola, in particolar modo quest'anno, sia insostenibile”, sottolinea Domenico Fortunato, rappresentante dell'Uds in Campania. “Chiediamo e pretendiamo soluzioni strutturali, con aree verdi accessibili agli studenti e alle studentesse non solo durante le ore ricreative e strumenti concreti per rinfrescare le aule”.
La ripresa delle lezioni in Campania si apre dunque sotto il segno della mobilitazione e della protesta, con le comunità scolastiche che chiedono alla politica regionale e agli enti locali un piano straordinario di investimenti sull'efficientamento energetico e sulla climatizzazione degli edifici, per evitare che la scuola si trasformi, per mesi l'anno, in un ambiente insostenibile per la didattica.