Se non ci sarà il ricorso a riti alternativi, partirà il 10 novembre, dinanzi al primo collegio del Tribunale, il giudizio immediato, fissato dal gip Maria Di Carlo su richiesta del pm Marilia Capitanio, a carico di altri cinque giovani accusati del tentato omicidio di Gaetano, il 17enne di Vitulano – è assistito dall'avvocato Antonio Leone - che a Montesarchio, nelle prime ore del 5 ottobre 2025, era stato ridotto in di vita a colpi di mazza da baseball, calci e pugni anche mentre era a terra.
Si tratta di Francesco Sassano (avvocati Nino Lombardi e Renato Pisani), 21 anni, Kevin Bozzi, 20 anni, di Benevento, Francesco Zollo, 19 anni – per entrambi l'avvocato Gerardo Giorgione -, tutti di Benevento, Francesco Mazzone (avvocati Grazia Luongo e Angelo Leone), Simone Coppola (avvocati Fabio Russo e Vittoria Mottola), 23 anni, di Calvi.
Per tutti l'addebito è contestato in concorso con gli altri quattro giovani di Benevento che hanno scelto il rito abbreviato, e per i quali qualche giorno fa il Pm ha avanzato le seguenti richieste di condanna: concesse le attenuanti generiche, 8 anni ad Antonio Ianaro, 20 anni ( avvocati Sergio Rando e Michele Russo), ai domiciliari dal 13 gennaio, e 10 anni a Donato D'Agostino (avvocati Luca Russo e Angelo Leone), 20 anni, Osvaldo Masone, 20 anni (avvocati Fabio Russo e Camillo Cancellario), Nicolò Palermo, 20 anni (avvocati Francesco Altieri e Vittorio Fucci), tutti in carcere. Il 28 settembre la conclusione delle arringhe difensive e la sentenza del gup Roberto Nuzzo.
Sassano, Bozzi, Zollo, Mazzone e Coppola, come si ricorderà, erano stati arrestati a marzo nel prosieguo delle indagini dei carabinieri, e sono attualmente tutti ai domiciliari. Per loro una ordinanza di custodia cautelare che aveva riguardato anche altri tre gjovani, nei confronti dei quali erano state prospettate le lesioni aggravate causate ad Antonio, un 18enne di Foglianise rappresentato dall'avvocato Raffaele Scarinzi.