Salerno

Giovedì pomeriggio le parole perentorie dell'amministratore delegato Umberto Pagano in conferenza stampa: "Il ciclo di Danilo Iervolino con la Salernitana è giunto quasi al termine. Se dovesse arrivare un imprenditore serio, solido, in grado di ereditare i costi del club, il patron cederbbe il club anche ad un euro". Niente dismissione, nessun ridimensionamento ma quel cartello vendesi che è al collo della Salernitana da oltre un anno di nuovo in bella mostra, illuminato dalle luci della cornice della serie C. Di acquirenti però nemmeno l'ombra. E mentre la Curva Sud Siberiano nel prepartita rispolvera vecchi ritornelli utilizzati per la precedente gestione societaria e, dopo il 4-2 col Potenza, chiede al patron di guardare da remoto la Curva e il suo calore, arriva la sorpresa. Le parole di Cosmi, Celiento e La Gumina raccontano di una videocall in mattinata col patron, "di un presidente in grado di spronare, caricare con garbo e modi gentili".

Che futuro per la Salernitana?

Tutto il contrario di tutto, o meglio, la sensazione di voler lasciare ma anche di dimostrare attaccamento ai colori granata. Di un progetto che aveva toccato le stelle per poi sporofondare. Lasciando presagire però, anche nel nome degli investimenti da 15 milioni di euro a stagione, il desiderio di risalire. Perchè dalle parole dei protagonisti, da Cosmi che racconta di "un patron tutt'altro che pronto a mollare la barca", dalla dedica di Celiento e da un La Gumina che spiega di "aver sentito Iervolino chiedere alla squadra di sognare come fanno i bambini", cambia anche la narrazione di un momento non facile e di un patron tutt'altro che con il desiderio di dire addio quanto prima. Passerà tutto dal campo, unica medicina per provare a ricucire la frattura, ritrovare entusiasmo, come successo nei playoff di appena quattro mesi fa. In attesa di capire se ci sarà spazio per la cessione. Il futuro, ancora per pochissimo, può attendere. Vendere o non vendere? Il dilemma resta (e di imprenditori al momento nemmeno l'ombra).