"Esiste nel territorio di Avellino e nelle zone limitrofe un’associazione per delinquere di stampo camorristico denominata “Nuovo Clan Partenio”, dedita allo svolgimento di attività usurarie, sorta per iniziativa di Pasquale Galdieri dopo la crisi irreversibile del “clan Genovese”, in precedenza egemone nel medesimo territorio”. Questo uno dei punti salienti contenuto nelle oltre cento pagine di motivazione della sentenza definitiva pronunciata dai magistrati della V Sezione Penale della Corte di Cassazione il 15 aprile scorso sull’esistenza del “Nuovo Clan Partenio”.
Il rigetto
I giudici della Suprema Corte avevano rigettato i ricorsi presentati contro la sentenza del giugno 2025 della Corte di Appello di Napoli dai legali di Pasquale e Nicola Galdieri, Diego Bocciero (ristretto in Tunisia), Martino De Fazio, Carlo Dello Russo, Luigi De Simone, Giuseppe Durante, Angelo Genito, Antonio Matarazzo, Giuseppe Moscariello, Ernesto e Giuseppina Nigro, Ludovico Nittolo, Mario Rosania, Antonio Taccone, Carmine Valente, Renato Freda e Sabino Mariano. Dichiarato inammissibile quello di Giuliana Brogna e annullata la sentenza con rinvio per Giovanni Volpe.
L’esistenza dell'associazione
Il primo elemento a sostegno dell’esistenza del clan nato dalla ceneri del clan Genovese - secondo i magistrati “appare incontestato e incontestabile, perché coperto dal giudicato, il fatto storico dell’intervenuta condanna di Chiauzzi e Galluccio per il reato associativo e per i reati di usura. Su questo elemento, la Corte territoriale ha innestato ulteriori e significativi dati processuali che non solo confermano i fatti sui quali si è formato il giudicato, ma attestano autonomamente l’esistenza del sodalizio di stampo camorristico in esame”.
I giudici della Corte di Cassazione fanno riferimento all’esistenza e alll’operatività di tale sodalizio camorristico accertate dalla sentenza pronunciata in data 26 gennaio 2021 in sede di giudizio abbreviato dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli nei confronti dei coimputati Filippo Chiauzzi ed Elpidio Galluccio (giudicati con il rito alternativo), legittimamente acquisita agli atti, senza che sul punto sia stata sollevata alcuna eccezione dai ricorrenti”.
Pasquale Galdieri e il suo ruolo di capo
I magistrati hanno analizzato le singole posizioni di vertici e associati al “Nuovo Clan Partenio”, confermando come avevano già fatto sia i magistrati del Tribunale di Avellino nel luglio del 2023 che i giudici di Appello nel giugno del 2025 il ruolo apicale di O' Milord, attualmente recluso al 41 bis. La Corte di Appello di Napoli e prima il Tribunale di Avellino avevano motivato ampiamente sul punto, in particolare il fatto che i giudici della Corte di Appello di Napoli avevano ritenuto : “Pasquale Galdieri componente a pieno titolo della compagine camorristica in qualità di capo e promotore, nella prospettiva dinamica in precedenza indicata, consentendo al sodalizio di affermare il proprio predominio nel territorio dell’Avellinese, nella piena consapevolezza delle finalità perseguite dal “Clan Nuovo Partenio”, della sua organizzazione sul territorio e dell’identità dei suoi principali componenti”.
L'ampio potere decisionale di O'Milord
Per i giudici della V Sezione Penale della Cassazione non c’e’ dubbio “che il Galdieri fosse collocato al vertice di un’entità criminale autonoma, denominata “Clan Nuovo Partenio”, dotata di propri membri e regole, non è revocabile in dubbio.
Militano a favore di tale assunto non solo le esplicite affermazioni in tal senso che si colgono nelle richiamate conversazioni intercettate di cui sono protagonisti i fratelli Nigro, De Simone Luigi e Bocciero Diego, ma anche il concreto esercizio, da parte del ricorrente, di evidenti poteri direttivi e risolutivi nella vita del gruppo criminale e nel suo esplicarsi quotidiano in relazione ai propositi delinquenziali perseguiti, quali: decidere la riduzione del debito del Nigro in conseguenza della sua affiliazione al “clan”; assegnare quest’ultimo al settore delle estorsioni nell’Alta Irpinia.