Avellino

La stagione delle sagre estive sta andando in archivio. E c’è poco da esultare. Forse gli incassi sono stati notevoli e sono serviti a ingrassare le casse di qualche privato ma vogliamo parlare della qualità e dei prodotti tipici che dovrebbero essere valorizzati da questi appuntamenti che di solito richiamano giustamente visitatori anche da fuori provincia in particolare dal napoletano?

Ma cosa stanno diventando le sagre nei nostri paesi?

Sembra quasi che ci sia un sistema economico, come dire un circuito specializzato, nel propinare il caciocavallo impiccato o il maiale arrostito. E li trovi a Contrada e a Mercogliano e perfino a Volturara Irpina, dove fino a qualche anno fa si valorizzava davvero il fagiolo quarantino mentre oggi puoi trovare persino la zeppola napoletana o la pizza del rinomato ristorante ma del fagiolo tipico della piana del Dragone cucinato come vuole la tradizione volturarese nemmeno l’ombra…

L'impegno di InfoIrpinia

Merita una citazione solo Francesco Celli di Infoirpinia che continua a impegnarsi davvero a tutelare l’eccellenza dell’Irpinia. Che dire? Forse ha ragione l’assessore regionale al turismo Enzo Maraio è giunta l’ora di smetterla con i contributi a pioggia e di impegnarsi per valorizzare le eccellenze enogastronomiche con progetti validi. Poi, se i comuni vogliono fare le fiere del gusto solo per aumentare le presenze dei visitatori e garantirsi un incasso da favola ben vengano queste iniziative ma non chiamatele sagre e non utilizzate come specchietto delle allodole i nomi delle prodotti tipici che restano nella storia di questo territorio.