Benevento

Per Clemente Mastella, già ministro e oggi sindaco di Benevento, «chiedere troppe firme è un’ingiustizia palese». Lo afferma in un’intervista a Il Messaggero, commentando il nuovo limite previsto dalla legge elettorale per la presentazione delle liste.

«Anche perché oggi non c’è più il modello di partito tradizionale che si mobilitava per raccogliere le firme. La cifra di 6mila è proprio un’enormità», sottolinea Mastella. E precisa: «Forse sono poche per le grandi regioni italiane, ma sono troppe per quelle piccole, come il Molise, l’Umbria, la Basilicata e la Liguria».

Secondo l’ex ministro, «è improponibile e ingeneroso chiedere una raccolta uguale in ogni territorio. Si tratta di un’omologazione che, a mio parere, non rispetta i requisiti costituzionali».

Il numero corretto, secondo Mastella, sarebbe quello previsto nel 2006: 2.500 sottoscrizioni, con differenze legate alle dimensioni delle singole regioni.

Mastella ricorda anche la propria esperienza con l’Udeur: «In alcune regioni del Sud è stato facile, perché è lì che io ho il mio radicamento e ho una sorta di garitta particolare a difesa del Mezzogiorno». In altre zone d’Italia, invece, racconta di aver ricevuto l’aiuto di alcuni dissidenti, «per esempio a Roma, di Comunione e Liberazione», legati a don Tantardini, «un sacerdote molto bravo, che purtroppo è ormai scomparso».

Più complessa fu la raccolta delle firme in Friuli, dove Mastella racconta di essersi trasferito per tre giorni per cercare personalmente le sottoscrizioni. «In Friuli furono soprattutto i militari meridionali a firmare per l’Udeur», ricorda.

«Ora c’è Vannacci che si vanta di avere simpatie fra i militari», conclude Mastella. «Ma prima di lui le ho avute anche io, pur non essendo un generale».