Era capace di intendere e volere al momento dei fatti ed è in grado di stare in giudizio. Sono la conclusioni alle quali è giunto il professore Vincenzo Scarallo, incaricato dalla Corte di assise di Benevento di procedere ad una perizia psichiatrica su Salvatore Ocone (avvocato Giovanni Santoro), il 59enne di Paupisi che è in carcere dal 30 settembre 2025 con l'accusa di aver ucciso la moglie, Elisa Polcino, 49 anni, e il figlio Cosimo, 15 anni, con una pietra del peso di 12 chili con la quale aveva ridotto in fin di vita anche la figlia Antonia, 17 anni, scampata alla morte per un miracolo.
E' l'esito delle operazioni avviate il 26 giugnondallo specialista, per le quali le parti civili avevano nominato due consulenti: la dottoressa Gabriella Marano per Mario e Antonia (l'avvocato Vincenza Stefanucci è stata scelta come curatrice dal Tribunale per i minori), assistiti dall'avvocato Nicodemo Gentile, e la professoressa Annamaria Giannini per il padre e la sorella di Elisa, rappresentati dall'avvocato Assunta Ventorino. Nessun consulente, invece, per l'imputato, il cui legale aveva chiesto a Scarallo di tenere conto anche della mancata assunzione dei farmaci dal 18 febbraio al 30 settembre da parte di Salvatore, affetto da “una psicosi cronica delirante a contenuto mistico”, ma che il dottore Alfonso Tramontano, scelto dal pm Chiara Maria Marcaccio, aveva definito capace di intendere e di volere.
Nella sua relazione Scarallo ricorda anche che Ocone durante il secondo colloquio in carcere aveva affermato che la moglie era posseduta dal demonio e che il figlicidio era giustificato dal doverli salvare. Dichiarazioni di natura delirante che, a detta del perito, sono riconducibili allo stato di detenzione e di intensa deprivazione affettiva, e rappresentano un tentativo di giustificare ciò che aveva combinato.
Una storia terribile. Salvatore aveva colpito Elisa e Antonia mentre erano a letto, Cosimo, che si era svegliato, nei pressi di una scalinata della loro abitazione a due piani alla contrada Frasso; poi aveva caricato i due ragazzi nella Opel con la quale si era messo in viaggio. L'auto era stata intercettata dai carabinieri nelle campagne di Ferrazzano, sul sedile posteriore c'era il corpo senza vita di Cosimo, mentre Antonia era in condizioni disperate. Era gravissima, ma respirava ancora. E per fortuna ce l'aveva poi fatta. Una tragedia sconvolgente: anche Mario, l'altro figlio, quando aveva saputo, era partito dall'Emilia Romagna, dove lavorava. Salvatore era stato arrestato, aveva spiegato agli inquirenti di aver aggredito la coniuge perchè la riteneva troppo autoritaria e aggressiva nei suoi confronti, e di essersela presa anche con i figli. Il 16 settembre nuova udienza del processo riservata alla deposizione del professore Scarallo, il 30 settembre la discussione e la sentenza.