Napoli

Un milione di tonnellate di ecoballe ancora abbandonate a marcire, la piaga dei roghi tossici che continua a minacciare la salute pubblica e un cronoprogramma disatteso che prometteva la chiusura definitiva entro il 2019. Su questi dati si è consumato questa mattina il blitz politico del centrodestra campano a Taverna del Re, nel territorio comunale di Giugliano in Campania, teatro storico dell'emergenza rifiuti nel Napoletano.

Il blitz a sorpresa e le accuse alla Regione

A guidare la delegazione di consiglieri regionali e locali è stato il capo dell'opposizione in Regione Campania, Gennaro Sangiuliano. Accanto a lui i capigruppo Massimo Pelliccia (Forza Italia), Raffaele Maria Pisacane (Fratelli d'Italia) e la consigliera Susy Panico, insieme a una folta rappresentanza di amministratori locali del territorio giuglianese e dell'area di Qualiano.

Il bersaglio della protesta è l'immobilismo dell'amministrazione regionale, accusata di aver fallito la gestione del ciclo dei rifiuti. "Dopo l'ultimo rogo che ancora una volta ha messo a repentaglio la salute dei cittadini della zona, abbiamo voluto denunciare l'immobilismo della Regione Campania", hanno tuonato i consiglieri del centrodestra nel corso della mobilitazione.

Cronoprogrammi disattesi e lo scontro politico

Al centro dell'inchiesta politica sollevata dall'opposizione c'è il mancato rispetto degli accordi istituzionali sottoscritti con il governo nazionale. L'intesa prevedeva infatti lo smantellamento e la chiusura del sito entro il 2019. Una scadenza ampiamente superata, che lascia sul terreno un passivo ambientale pesante.

"Un autentico sconcio perché un milione di tonnellate di ecoballe resta sul terreno a marcire", ha sottolineato duramente la delegazione di centrodestra, puntando il dito contro la gestione ventennale del centrosinistra in Campania e lanciando una stoccata al mondo ambientalista: "Taverna del Re brucia ancora ed è purtroppo l'immagine perfetta di un lungo fallimento. Dove sono gli ambientalisti radical chic da diporto?".

La provocazione finale e il contesto locale

La protesta si è chiusa con una promessa dal forte sapore politico indirizzata direttamente ai vertici di Palazzo Santa Chiara. "Porterò in regalo al Presidente Roberto Fico un'ecoballa, in questo caso non inquinante e profumata, come simbolo del fallimento del campo largo", ha concluso Sangiuliano, confermando che la questione rifiuti e sicurezza ambientale tornerà presto al centro del dibattito nell'aula del Consiglio regionale.