La campanella torna a suonare per milioni di studenti italiani e l’anno scolastico 2026/2027 si apre con cambiamenti che toccano programmi, tecnologia, benessere psicologico e disciplina. Dopo Alto Adige, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto, oggi 14 settembre rientrano in classe, tra gli altri, gli studenti di Lombardia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Molise, Umbria e Marche. Nei giorni successivi toccherà alle altre regioni, con la Puglia a chiudere il calendario dei rientri.
La novità più visibile riguarda le nuove Indicazioni nazionali volute dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Non interessano però contemporaneamente tutte le classi. Dal 2026/2027 entrano in vigore a partire dalle prime della scuola primaria e dalle prime della secondaria di primo grado, mentre per le classi già avviate resta una fase transitoria con i programmi precedenti. Il regolamento che le introduce è entrato formalmente in vigore nel febbraio scorso.
Il ritorno di corsivo, grammatica e latino
Nelle nuove Indicazioni trova spazio una maggiore attenzione alla scrittura a mano. Il corsivo e la calligrafia vengono considerati strumenti utili non soltanto sul piano grafico, ma anche per concentrazione, coordinazione e organizzazione del pensiero. Tornano in primo piano grammatica, sintassi, riassunti, letture e memorizzazione, mentre storia e geografia recuperano una maggiore autonomia reciproca.
Alle medie riappare anche il latino, in forma opzionale, mentre le discipline scientifiche vengono orientate maggiormente verso laboratori ed esperienze concrete. L’informatica nelle elementari amplia il proprio raggio oltre il semplice coding e introduce anche il ragionamento sugli algoritmi e sul funzionamento degli strumenti digitali. Il cambiamento sarà graduale e accompagnerà l’ingresso delle nuove Indicazioni nelle diverse classi.
Lo psicologo arriva sulla piattaforma Unica
Tra le misure destinate ad avere un impatto più immediato sulle famiglie c’è AscoltaMi, il servizio nazionale di sostegno psicologico avviato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito insieme al Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi. Il progetto, già operativo dal 28 maggio, è rivolto agli studenti dell’ultimo anno delle medie e del primo biennio delle superiori.
Il percorso si svolge a distanza sulla piattaforma Unica e comprende cinque incontri individuali con uno psicologo. Il primo dura 70 minuti, i successivi 60. Per i minorenni l’accesso passa dal consenso dei genitori e dall’assegnazione di un voucher. Non si tratta di una terapia clinica, ma di un servizio di ascolto e consulenza rivolto alla prevenzione del disagio adolescenziale. Dal 2026 le risorse stanziate superano i 18 milioni di euro l’anno.
L’intelligenza artificiale entra nella didattica
Anche l’intelligenza artificiale acquista uno spazio più definito nella scuola. Le linee guida ministeriali consentono di utilizzare questi strumenti per personalizzare materiali, preparare attività, realizzare simulazioni e sostenere l’apprendimento, ma fissano limiti precisi per tutelare studenti e dati personali.
L’impostazione indicata dal Ministero resta centrata sulla responsabilità umana. L’IA può assistere docenti e scuole, ma non deve trasformarsi in uno strumento autonomo di classificazione degli studenti o in un sistema capace di prendere decisioni delicate al posto degli insegnanti. Le linee guida richiamano inoltre i vincoli europei sull’uso di sistemi ad alto rischio nell’istruzione.
Le sospensioni cambiano significato
L’anno scolastico porta a regime anche il nuovo sistema delle sanzioni disciplinari. Per le sospensioni fino a due giorni lo studente viene impegnato in attività di approfondimento e in un elaborato assegnato dalla scuola. Quando l’allontanamento supera i due giorni e arriva fino a quindici, entrano invece in gioco attività di cittadinanza solidale, da svolgere all’interno dell’istituto o presso strutture convenzionate.
L’obiettivo è spostare il peso della sospensione dalla semplice esclusione dalle lezioni a un percorso con una funzione educativa e riparativa. Le scuole possono così collegare la sanzione ad attività sociali e di volontariato, coinvolgendo realtà del territorio.
Il nodo dei supplenti
Resta aperto il confronto sul precariato. Secondo i dati forniti dal Ministero, le supplenze su posto intero, comune e di sostegno, sono 99.258. A queste si aggiungono 55.814 conferme sul sostegno richieste dalle famiglie, per un totale di 155.072 incarichi a tempo determinato.
I sindacati contestano però la fotografia ministeriale perché ritengono che il conteggio non rappresenti l’intero universo del lavoro precario nella scuola. La Flc Cgil richiama in particolare il personale Ata e altre tipologie di incarico, arrivando a una stima complessiva sensibilmente superiore. La divergenza nasce quindi anche dai diversi criteri utilizzati per definire il perimetro dei precari.
Educazione affettiva con il consenso delle famiglie
Cambia anche il quadro delle attività legate all’educazione sessuo-affettiva. Nei programmi continuano a trovare spazio lo sviluppo corporeo, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, il rispetto nelle relazioni e il contrasto alla violenza di genere. Per le attività extracurricolari che affrontano temi legati alla sessualità, tuttavia, per gli studenti minorenni è richiesto il consenso scritto dei genitori. Nella scuola dell’infanzia e nella primaria questi specifici corsi extracurricolari non sono previsti.
Il liceo matematico e le riforme ancora in cantiere
Tra le sperimentazioni dell’anno compare anche il liceo matematico, autorizzato in cento istituti. Al normale percorso liceale viene aggiunto un laboratorio dedicato alla matematica e ai suoi collegamenti con le discipline scientifiche e umanistiche, con due ore settimanali nel biennio e un’ora nel triennio.
Non tutto ciò che accompagna l’avvio dell’anno scolastico è però già legge. Nell’agenda di Valditara restano altre ipotesi: nuove indicazioni sui compiti assegnati in tarda serata, la trasformazione della denominazione degli istituti tecnici, un limite del 30% agli studenti stranieri per classe e percorsi di italiano rivolti ai genitori degli alunni con maggiori difficoltà linguistiche. Sono proposte ancora da tradurre, a seconda dei casi, in atti amministrativi o norme e hanno già aperto il confronto con le organizzazioni sindacali.
L’anno 2026/2027 parte così con due direzioni apparentemente opposte ma destinate a convivere nelle stesse aule: da una parte il recupero della scrittura manuale, della memoria e delle discipline tradizionali, dall’altra l’ingresso strutturato dell’intelligenza artificiale e dei servizi digitali per il benessere degli studenti. Sarà la loro applicazione concreta nelle scuole a misurare la portata effettiva della trasformazione.