Capitano coraggioso. E che non usa mezze misure quando parla del Benevento. Ospite di Ottogol, Mattia Maita ha risposto ad un bel po' di quesiti interessanti dopo la vittoria giallorossa contro il Verona.
Dopo le prime tre giornate, finalmente sono arrivati i tre punti... “Il calcio vive di risultati: facciamo un esordio col Modena dove se stiamo 2 a 0 nel primo tempo non abbiamo rubato nulla. Poi arrivano due occasioni contro e prendiamo due gol. Col Sudtirol 25 facciamo tiri in porta, un tiro dei bolzanini e gol. Ad Ascoli primo tempo non all'altezza, poi un secondo tempo da squadra, arriva un'ingemuità è prendi il rigore del gol e vedi tutto nero. Per noi è un campionato nuovo, l'anno scorso avevamo la sensazione di poterla vincere sempre. Se serve Kouan? Certo, servono tutti”. La vittoria con l'Hellas è passata anche per momenti di sofferenza: “Possiamo concedere anche tanto al Verona, ci sta che ti mettano sotto, ma l'atteggiamento è stato sempre quello giusto. Dobbiamo valorizzare il modo in cui questa squadra gioca senza mollare mai. Abbiamo la voglia di non perdere. Da questo ripartirei, dobbiamo fare un campionato di salvezza, poi quello che accade accade. Rimaniamo compatti”. Gli obiettivi da raggiungere sono abbastanza noti: “Il nostro obiettivo quest'anno è stabilizzarci in una categoria nuova e difficilissima.
Fa male sentire questi attacchi al mister sul modo di giocare: col Sudtirol mai fatta una partita con tanti tiri in porta. Sla nostra è una squadra anche nuova che deve migliorare fisicamente. Pensiamo a far punti”.
Il Benevento può reggere un 4-2-3-1 così offensivo?
Uno dei quesiti più attesi è quello sul modulo: la squadra ce la fava sostenere un 4-2-3-1 con quattro attaccanti che fanno fatica a difendere? “Tutto è sostenibile, anche un 4-2-3-1 con Lamesta, Okereke, Cherubini e Salvemini. Le partite cambiano quando riesci a fare gol. Se i quattro attaccanti davanti fanno gol li puoi sostenere. Ma che Okereke non possa giocare in un 4-2-3-1 mi sembra impossibile. L'unica differenza è che se hai 4 attaccanti che riscono a fare la differenza va bene, altrimenti no. Ma questo accadeva anche in serie C”.
Com'è il grado di forma raggiunto?
La condizione è da rifinire, il capitano non è ancora al meglio: lo dice lui stesso: “Devo dare ancora qualcosa in più a livello fisico, lo so anch'io, ho giocato le prime partite a 50 gradi, stavo per svenire, con le mie caratteristiche lo accuso di più. Anche l'anno scorso alle prime partite non stavo benissimo. A livello di chilometri percorsi non mancherò mai, ma in questo momento all'occhio sono sofferente, non molto fluido. Ma anche l'anno scorso stavo così. La categoria è diversa, quando sei in difficoltà si vede. Mi conosco e so che devo dare di più, ma ci arriverò un poco alla volta”.
Meglio il centrocampo a due o a tre?
La domanda delle cento pisole: per Maita meglio il centocampo a due o a tre? “Per come vedo io il centrocampo, dico a due tutta la vita, mi piace guardare avanti. Ma anche a tre non è da buttare, non ho problemi. Alla base c'è sempre il fatto di stare bene fisicamente. Da play ho fatto 11 km e quattro, quindi non è che corro di meno. Dico alla gente di starci vicino, non è un campionato facile. Ci saranno momenti esaltanti, ma anche altri non facili. Qui ci sono uomini veri che tengono tanto alla maglia: l'abbraccio col mister è sentito, noi vogliamo stare bene. Si stava creando un momento di negatività, so che il calcio è così. In B non c'è l'ultima in classifica: la prima può battere tutti, ma può anche perdere con tutti”.
In qualche frangente si forza troppo la giocata?
Qualche volta sembra che si possa forzare troppo la giocata... “Non gioco mai una palla per cercare di esaltarmi, ma perchè magari ho pensato che fosse un'azione importante. Ci sta a sbagliare, ma l'importante è che si sbagli quando uno vuole incidere. Se ho forzato la giocato, per me era un passaggio importante. Innamorato della palla? Se mi sento in giornata magari un po' lo sono, ma se si deve giocare a due tocchi lo faccio. Pure il mister di tanto in tanto mi bacchetta”. Mi diceva il mio vecchio diettore Giacchetta: “Per giocare al calcio, se giochi laterale in A non ci arrivi, devi giocare sempre davanti. Non mi piace giocare laterale o indietro”.
Sabato si gioca a Carrara, un solo punti in classifica, una opportunità da cogliere: “Carrara è fondamentale, ti permette di staccare poi la spina in tranquillità. Bisogna fare punti, la quota slavezza è abbastanza alta. Questa è la B, bisogna fare più punti possibile e dare continuità a questa vittoria col Verona”.