Un percorso per aiutare i giovani a ritrovare la propria identità in una società sempre più segnata dai social network e dall'intelligenza artificiale. È questo il cuore di "Uno, nessuno e centomila profili", il progetto promosso dall'associazione Nuova Dimensione, che ha scelto di rileggere il pensiero di Luigi Pirandello alla luce delle sfide del presente.
L'iniziativa, che coinvolge scuole e ragazzi del Servizio Civile, mette al centro il tema della ricerca dell'autenticità in un'epoca in cui l'identità rischia di frammentarsi tra profili digitali, maschere virtuali e relazioni sempre più mediate dagli schermi.
A sottolineare i rischi della comunicazione online è stato il professor Mario Perrotti, secondo cui i social finiscono per "spersonalizzare l'individuo". «Non assistiamo a un dialogo tra persone, ma tra entità virtuali. Quando manca l'interlocutore di fronte, non si riesce a guardarlo negli occhi, a comprenderlo davvero. È lì che il virtuale rischia di diventare l'unica verità», ha spiegato.
Particolarmente significativa anche la testimonianza di Alfonso Pisano, giovane impegnato nel Servizio Civile e protagonista dell'esperienza con Nuova Dimensione. «Da un giorno all'altro possiamo sentirci nessuno, poi diventare tanti e infine sentirci enormi. Il digitale, pur essendo veloce e utile nelle comunicazioni, trasmette soltanto la parte più superficiale di noi stessi. È così che finiamo per identificarci con quei centomila profili», ha raccontato.
Il legame tra Pirandello e le nuove tecnologie è stato invece al centro dell'intervento della professoressa Gilda D'Apice, che ha evidenziato il valore educativo dell'opera dello scrittore siciliano nell'affrontare il tema dell'intelligenza artificiale. «Pirandello parla di maschere e di un'intelligenza che va oltre quella virtuale. Oggi molti ragazzi cercano persino nei sistemi di intelligenza artificiale risposte di carattere psicologico e sociologico. Può essere un fenomeno inquietante, ma se affrontato correttamente a scuola può diventare un'importante occasione di crescita», ha osservato.
A rilanciare il progetto è stato il presidente dell'associazione, Marco Perrotti, che ha annunciato l'intenzione di ampliare il percorso coinvolgendo sempre più istituti scolastici e volontari del Servizio Civile. «Lavoreremo affinché questa iniziativa abbia un respiro più ampio, sia negli obiettivi che nella sua fruibilità», ha dichiarato.
Tra gli interventi più apprezzati anche quello della professoressa Angelina Aldorasi, già dirigente scolastica, che ha invitato i giovani a riscoprire «quell'uno autentico» di cui parla Pirandello. «Occorre accettare le proprie imperfezioni e utilizzare l'intelligenza artificiale come uno strumento, non come un sostituto della propria identità», ha affermato.
Secondo Aldorasi, il messaggio di Uno, nessuno e centomila conserva oggi una sorprendente attualità: la frammentazione dell'io, le infinite immagini che gli altri costruiscono di noi e il tema della maschera richiamano da vicino il mondo dei social network, dove il valore personale sembra spesso misurarsi attraverso i "like". Per questo, ha concluso, Pirandello può offrire ai giovani strumenti preziosi per comprendere la propria crisi esistenziale e riscoprire il valore dell'humanitas.
A esprimere soddisfazione per l'iniziativa è stato infine il sindaco di Contrada, Pasquale De Santis, che ha evidenziato l'attualità del progetto. «Il programma scelto quest'anno dall'associazione ha un taglio fortemente moderno, perfettamente calato nella realtà di oggi. Pirandello continua a parlare al nostro tempo e ci aiuta a riflettere anche sui pericoli dell'intelligenza artificiale», ha dichiarato.