«Il fatto che i valori della diossina stiano progressivamente rientrando è certamente una notizia positiva e consente di guardare con maggiore fiducia al futuro. Ma non possiamo pensare che, con il superamento della fase più critica dell’emergenza ambientale, siano automaticamente risolti tutti i problemi».
È quanto sottolinea Presidente Coldiretti Benevento e Vicepresidente Nazionale Coldiretti Gennarino Masiello, dopo gli incontri che si sono susseguiti nelle ultime settimane sul territorio di Airola e dei comuni interessati dall’incendio.
«Nella prima fase – spiega – era giusto adottare tutte le precauzioni necessarie per tutelare la salute dei cittadini, attraverso le ordinanze dei sindaci e le limitazioni alla raccolta e alla commercializzazione dei prodotti agricoli. Oggi, però, dobbiamo affrontare con la stessa determinazione una nuova emergenza: quella economica delle imprese agricole».
Molti prodotti sono ancora nei campi e, in numerosi casi, non possono essere raccolti oppure, pur potendo essere raccolti, non trovano un mercato. «Si è determinata una situazione di forte difficoltà e anche di speculazione sul prodotto agricolo del territorio. Il risultato è drammatico: gli agricoltori continuano a sostenere costi, mentre vedono il proprio prodotto perdere valore o andare a male nei campi».
Nel corso dell’incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura Mariacarmela Serluca, alla presenza dei sindaci, delle imprese agricole e delle organizzazioni professionali agricole, ho ribadito una posizione molto chiara: «Noi non siamo per nascondere la polvere sotto il tappeto e non siamo per minimizzare il problema. Siamo per guardarlo negli occhi, affrontarlo con trasparenza e trovare soluzioni concrete».
Il presidente della Regione Campania Fico, in occasione di un precedente incontro pubblico, ha garantito l’impegno per gli indennizzi. «Adesso dobbiamo trasformare quell’impegno in un percorso concreto. Le imprese hanno bisogno di sapere dove saranno reperite le risorse, quali danni saranno riconosciuti, come verranno quantificati gli indennizzi e soprattutto quali saranno i tempi per riceverli».
«Non possiamo chiedere alle aziende agricole di aspettare mentre il prodotto rimane nei campi e perde ogni giorno valore. Occorre costruire rapidamente un meccanismo di ristoro che tenga conto del prodotto non commercializzato, del mancato reddito e dei costi sostenuti dalle imprese».
L’obiettivo, conclude, «deve essere quello di evitare che un’emergenza ambientale si trasformi in una crisi economica irreversibile. Dietro ogni azienda agricola ci sono famiglie, lavoratori, investimenti e un pezzo importante dell’economia del territorio. Le imprese non devono essere lasciate sole».
«L’emergenza ambientale può anche essere in fase di rientro, ma finché un agricoltore vede il proprio prodotto andare a male nei campi, per quell’agricoltore l’emergenza non è ancora finita. Ora servono risposte, risorse e tempi certi».